repubblica.it, 18 giugno 2026
Spagna, indagate anche le figlie e la segretaria di Zapatero
A un giorno dalla deposizione di Josè Luis Zapatero nel tribunale di Madrid per rispondere dei presunti reati di abuso di influenza e riciclaggio di denaro in merito al salvataggio da parte del governo della compagnia aerea Plus Ultra, a essere convocate come indagate dalla procura anti-corruzione sono anche le due figlie, Alba (31 anni) e Laura Rodríguez Espinosa (33), oltre alla segretaria personale dell’ex premier socialista Gertrudis Alcázar.
La società di comunicazione amministrata dalle due, da subito inserita tra le aziende sospette, avrebbe avuto secondo il giudice della Audiencia Nacional José Luis Calama “un ruolo determinante nel canalizzare, occultare o agevolare transazioni rilevanti per i fatti oggetto dell’inchiesta”. La Whathefav, questo il nome della società, avrebbe secondo il giudice istruttore ricevuto pagamenti sospettati di essere compensi per il lavoro svolto da Zapatero come intercessore con il governo Sánchez per ottenere i 53 milioni di fondi pubblici per il salvataggio durante il Covid della compagnia aerea Plus Ultra.
A insospettire gli inquirenti sarebbero state le fatture della società di consulenza Analisis Relevante, dell’amico di Zapatero Julio Martínez Martínez, emesse con la generica causale di “servizi di agenzia”, elemento che sarebbe “compatibile con un funzione di copertura formale”.
Nate dal matrimonio di Zapatero con la soprano spagnola Sonsoles Espinosa, Alba e Laura hanno fatto la loro prima uscita ufficiale al fianco del padre durante la visita di Stato al presidente degli Stati Uniti Barack Obama del 2009. In quella occasione la stampa spagnola di opposizione di scatenò sull’abbigliamento delle due ragazze, definito gotico per i colori scuri. Le immagini, inizialmente diffuse dall’agenzia spagnola Efe, erano state poi ritirate su richiesta del premier spagnolo ma successivamente diffuse dal Dipartimento di Stato Usa e poi nuovamente ritirate su richiesta del governo spagnolo, ricostruisce El Mundo.
Intanto El País è tornato sull’altro filone dell’indagine che riguarda l’ex premier socialista ovvero quello sui gioielli del valore stimato di oltre un milione di euro rinvenuti nell’ufficio privato di Zapatero, che l’ex premier spagnolo afferma essere doni ed eredità di famiglia ma sull’origine dei quali ieri si è rifiutato di fornire spiegazioni. Per il magistrato la presenza dei preziosi nella cassaforte vale le accuse di frode al fisco e contrabbando. Il quotidiano spagnolo ha avuto accesso all’elenco degli oltre 500 regali ricevuti da Zapatero durante le sue visite ufficiali negli anni alla presidenza del Governo e restituiti allo Stato spagnolo alla fine del mandato affinché diventino patrimonio nazionale.
Tra questi non compaiono i gioielli sequestrati, ma numerosi oggetti preziosi come una rappresentazione del deserto in oro e argento ricevuta dall’Arabia Saudita, una scultura in legno con gazzelle del deserto sotto alberi di oro e argento donata dall’emiro del Qatar, una scimitarra di argento dal presidente dello Yemen e una bottiglia di vodka e un machete da Dmitri Medved.