corriere.it, 18 giugno 2026
Maradona rivive con l’IA in uno spot per una società di scommesse: polemiche in Argentina
Diego Armando Maradona, scomparso il 25 novembre 2020, rivive grazie all’intelligenza artificiale in uno spot di un sito per scommesse (e non mancano le polemiche). «Se il mondo vuole venire a tagliarci le gambe, gli mostreremo che qui giochiamo con le palle», sono le parole pronunciate da un giovane Pibe de Oro – quello che trascinò l’Albiceleste al trionfo di Messico ‘86 – guardando direttamente in camera per promuovere, appunto, un sito di scommesse online durante i pochi minuti della pausa per idratarsi alle partite dei Mondiali 2026.
In Argentina sono divampate le polemiche per lo spot di BetWarrior, intitolato «People with Balls» (Persone con le palle), che come ricorda il quotidiano spagnolo «El Pais» si inserisce in un contesto nel quale la ludopatia è un problema crescente in Argentina. Secondo un rapporto dell’Unicef, un adolescente su quattro nel paese ha giocato d’azzardo almeno una volta, nonostante sia vietato ai minori di 18 anni. «Deplorevole», «pericoloso», «una cosa che Diego non avrebbe mai fatto in vita sua», «una totale mancanza di rispetto per la sua memoria», sono solo alcuni dei tanti commenti apparsi sui social. Secondo l’avvocato Fernando Burlando, che rappresenta Dalma e Gianinna Maradona nella causa legale relativa alle circostanze della morte del padre, la pubblicità «è stata autorizzata dalla famiglia», che comprende gli altri tre figli riconosciuti dal fuoriclasse: Diego Junior, Jana e Diego Fernando.
Questo non cancella le critiche per il prodotto promosso dal clone digitale di Maradona, più che per l’utilizzo della tecnologia in sé. «Cosa succede quando gli eredi autorizzano l’uso di un’immagine, ma il clone digitale ultrarealistico offende una comunità, distorce una memoria collettiva o degrada l’immagine di una persona che non è più in grado di difendersi?», la domanda se la fa l’avvocato Juan Gustavo Corvalán, direttore del Laboratorio di Innovazione e Intelligenza Artificiale presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Buenos Aires e co-direttore del programma di Diploma in Legal Tech presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Austral.
«Maradona non era un cittadino qualunque. Era un emblema, un simbolo emotivo, culturale e popolare per milioni di persone. Ed è qui che il problema smette di riguardare solo i diritti di proprietà. Non basta più chiedersi chi ha firmato l’autorizzazione o chi ha ricevuto il compenso. Dobbiamo anche chiederci se ogni utilizzo autorizzato sia, per il solo fatto di essere, legittimo», conclude Corvalan.