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 2026  giugno 18 Giovedì calendario

Primarie per il sindaco di Milano. Salvini e la strategia per il rilancio

Le scommesse di Matteo Salvini. La più cruciale riguarda la riorganizzazione del partito. Con una cabina di regia formata di 15 persone «al massimo» (governatori, sindaci, ministri) che dovrebbe accompagnare le decisioni leghiste. Dopo le tensioni recenti, nessuno se ne esce con dichiarazioni di qualsiasi tenore. Anche perché Salvini sta continuando in queste ore la sua fitta agenda di incontri con esponenti della Lega di tutte le latitudini.
Il primo step del rilancio della sua immagine è già nel weekend, con le primarie leghiste per Milano da cui uscirà probabilmente vincente. In una quarantina di gazebo in tutta la città – Salvini presente sabato mattina a Città Studi e nel pomeriggio in centro – ci si potrà sia esprimere su quali sono i principali problemi della città. Ma soprattutto si potrà indicare un candidato sindaco. Senza griglia, niente nomi tra cui scegliere.
Matteo Salvini la dice così: «Sabato e domenica saremo in tante piazze per consentire ai milanesi di dire la loro. Credo che se partecipassero tutti gli alleati, sarebbe un’ottima cosa». L’importante è che «si sia coscienti che si può vincere. E che non si deve aspettare troppo tempo».
A vincere le primarie leghiste sarà appunto lui, il segretario leghista. Ne è convinto anche il governatore lombardo Attilio Fontana, che non è un salviniano senza incertezze: è stato tra i più convinti propugnatori della «doppia Lega», quella nordista e quella nazionale: «Mi aspetto la partecipazione dei leghisti come sempre, perché quando chiamiamo la nostra gente si muove». E chi sarà il più votato? «Se ci sarà la possibilità di votare Salvini... sicuramente Salvini». Il primo a dirlo era stato Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: «FdI propone legittimamente Maurizio Lupi, Salvini indicherà il nome prescelto dalla Lega al tavolo dei leader a cui spetta di fare la sintesi». Per quanto lo riguarda, il candidato è appunto Salvini. Igor Iezzi, uomo forte della Lega in Commissione Affari costituzionali, parla di «grande appuntamento di democrazia a Milano con le primarie della Lega per scegliere il candidato sindaco». Quanto a lui, dubbi non ce ne sono: «Io, da buon militante, sceglierò come sindaco Matteo Salvini, sapendo che sarebbe la scelta migliore».
In Forza Italia, però, c’è chi scuote la testa. A partire dal segretario lombardo Alessandro Sorte: «Se dai gazebo della Lega uscisse il nome di Salvini, vuol dire che lui sarà il candidato sindaco della Lega». Proposta «legittima, visto che ognuno nel partito può avanzare il proprio nome». Detto questo, «Forza Italia ha altre idee rispetto a Salvini candidato sindaco. Noi restiamo per un nome civico. E anche noi abbiamo nomi importanti».
Proprio Sorte negli ultimi mesi era stato l’architetto del «modello Vigevano». Con Forza Italia che presenta un candidato diverso dal resto del centrodestra e ribalta i numeri del primo turno, andando a vincere. E dunque, tra gli azzurri si parla molto di Carlo Cottarelli. Potrebbe essere l’uomo simbolo di un’operazione che vede Forza Italia sganciarsi dagli alleati e allearsi con Azione, che a Milano ha una delle sue piazze forti. L’economista lombardo ha di recente partecipato a un convegno promosso da Letizia Moratti, e nei giorni scorsi era all’appuntamento fondante di europeisti.eu con Pina Picierno, Carlo Calenda, Elena Bonetti, Luigi Marattin e Mario Monti. Beppe Sala aveva fulminato l’ipotesi Cottarelli, ma le manovre per un super centro milanese che includa anche Forza Italia sono in corso. Certo, significherebbe rompere l’unità del centrodestra nella più importante città italiana dopo la Capitale.
Giusto ieri, l’ex premier ungherese Viktor Orbán è stato sollecitato a parlare di Roberto Vannacci: «Il punto non sono le idee. Su molti temi le sue posizioni coincidono con le nostre. Ma qui parliamo di politica di partito e di rapporti tra persone che provengono dallo stesso Paese. Il mio amico è Salvini, è il mio eroe». Di ieri è anche il saluto di Matteo Pandini, che dal 2018 di Salvini è stato il portavoce: prenderà servizio all’Enav. Al suo posto Cristiano Bosco.