Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

Nuovi mostri: il Renzacci

Un sondaggio di Lab21 per La Notizia conferma che Renzi fa perdere ai progressisti più voti di quelli che porta: il 51,6% considera Italia viva (parlandone da viva) “respingente” e solo il 24,3 “attrattiva”; e 2 su 3 prevedono che la sua nefasta presenza bloccherebbe alcune battaglie storiche di centrosinistra. “L’addizione politica – spiega il direttore di Lab21 Roberto Baldassari – non equivale all’addizione matematica: il limitato guadagno marginale al centro rischia di generare perdite molto più consistenti sui fianchi interni”, mettendo in fuga gli elettori di 5S e sinistra. Questo nel mondo reale. Poi c’è il fantasy dei giornaloni che, non sapendo più come leccare Renzi, si inventano che il boom di Vannacci è tutto merito (si fa per dire) suo. Verderami spiega sul Corriere che nel Pd sono tutti in estasi perché “quel diavolo di Matteo” (è quello che li ha distrutti, ma non abbastanza) ha avuto un’“idea a suo modo geniale”: “puntare sul generale per sconfiggere Meloni”. Quel gran genio di Delrio racconta tutto divertito che la Volpe di Rignano “una ne fa e cento ne pensa” e “ci informa passo passo dei suoi rapporti con Vannacci”. Secondo Verderami, il “formidabile” Renzi ha “preparato il piano di battaglia del generale fin nei dettagli: dal timing all’organizzazione del nuovo soggetto”. E così, come “influencer del generale”, “s’è guadagnato un’altra mostrina” e “accreditato nel centrosinistra”.
In che senso un presunto esponente del centrosinistra potrebbe accreditarsi lavorando per l’estrema destra non è dato sapere, salvo che qualcuno sia così ebete da non sapere che alla fine Vannacci porterà i suoi voti a Meloni&C., drenando un po’ di astensionismo e allargando financo il bacino elettorale delle destre. Però fa tenerezza la nuova missione del pelo superfluo italomorente: dopo aver incenerito tutto ciò che aveva a tiro incluso se stesso, contribuendo a portare Salvini al 34% (col no al Conte-1) e la Meloni al 30 (rovesciando il Conte-2 e spalancando le porte a Draghi), ha compiuto un salto di specie. Ed è entrato nel magico mondo dei parassiti: “organismi che vivono a spese degli altri esseri viventi (ospiti), traendone nutrimento e protezione e arrecando loro un danno biologico”. Infatti cambia continuamente ospite: il Pd, Iv, la fantomatica Casa Riformista e le liste civiche dei sindaci e presidenti di regione in cui s’imbuca alle Amministrative (se quelli vincono, si appropria dei loro voti; se perdono, lui non c’entra). L’ultima mutazione genetica del parassita patogeno è quella di sedicente personal trainer di Vannacci. Ma il suo salto ribalta le leggi della biologia: quando vuole infettare l’organismo ospite lo fortifica e quando vuole rafforzarlo lo stecchisce. Cosa potrà mai andare storto?