repubblica.it, 17 giugno 2026
Cisgiordania, coloni rubano l’acqua e trasformano un’area archeologica in una piscina
Petza’el. Si consuma in questo villaggio nelcuore della Valle del Giordano l’ultima prepotenza dei coloni israeliani ai danni dei palestinesi della Cisgiordania.
Due settimane fa giovani coloni sono arrivati in un’area archeologica vicino all’insediamento di Petza’el e hanno cominciato un lavoro di pulizia e restauro informale. Hanno deviato le acque della zona – “probabilmente da una infrastruttura del vicino villaggio palestinese di Fasavil”, scrive il giornale Haaretz – e ci hanno riempito un’antica piscina. Trasformandola in un’attrazione turistica che attrae centinaia di visitatori ogni fine settimana.
Il tutto è successo nonostante le obiezioni dell’esercito, che però ha lasciato fare. I coloni non avevano l’autorizzazione del funzionario dell’archeologia dell’Amministrazione civile israeliana, ovvero l’organo che rappresenta lo Stato ebraico nella Cisgiordania. Eppure hanno ringraziato per il sostegno il ministro per il Patrimonio Amichay Eliyahu, politico di estrema destra che nel 2023 ha suggerito di usare le armi nucleari contro Gaza e vuole l’annessione di tutta la Cisgiordania.
Volontari sono stati mobilitati su WhatsApp per i lavori e per proteggere la piscina anche la notte. Nei video online si vedono i giovani tuffarsi entusiasti e fieri. Intorno alla piscina sono state piantate delle bandiere israeliane e si tengono anche preghiere di massa. L’operazione – che ha tolto ai palestinesi della zona terra e acqua – viene vantata come una iniziativa ambientalista e ricreativa che ha salvato l’area e anche prevenuto “il furto dell’acqua da parte della natura”.
I coloni definiscono quest’area “La piscina di Erode”, perché ai tempi del re della Giudea sotto il protettorato romano risalirebbe il sistema idrico, sebbene sia ritenuto più tardo dall’archeologo Alon Arad. Lo stesso Arad, intervistato da Haaretz, ha duramente criticato il ministro Eliyahu: “È inconcepibile che un ministro che per quattro anni ha fatto eco alla falsa campagna dei coloni sulla distruzione istituzionalizzata dei siti del patrimonio culturale da parte dei palestinesi ora stia guidando la distruzione istituzionalizzata di un sito che non è mai stato oggetto di indagine, per creare un’attrazione per i suoi amici coloni, dal momento che è chiaro che queste attrazioni non hanno pubblico in Israele se non tra i coloni”.
Il proprietario palestinese della zona ha raccontato che i coloni hanno distrutto una conduttura per deviare il flusso: “E ora non abbiamo più acqua. Se riparassimo la conduttura i coloni la ri-distruggerebbero il giorno dopo. Sono pericolosi”.
Tutto succede in una fase in cui ormai da tempo il governo israeliano cerca di strappare sempre più terra in Cisgiordania, aumentando il numero delle colonie mentre, come ha spiegato un rapporto dell’International Crisis Group, l’economia dei palestinesi va verso il collasso. Ieri il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha annunciato l’annullamento dell’accordo di Hebron e il trasferimento dei poteri di pianificazione e costruzione nella città dall’amministrazione palestinese a quella israeliana. Ma è stato poi smentito dal ministero degli Esteri.