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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

Zapatero in tribunale: si dichiara innocente ma non risponde dei gioielli

Quella di José Luis Zapatero che entra nel tribunale dell’Audiencia Nacional di Madrid stamattina è un’immagine già diventata storia della Spagna. Per la prima volta un ex presidente del governo – è stato in carica dal 2004 al 2011 – è stato incriminato ed è comparso davanti a un giudice per rispondere di presunti reati di abuso di influenza e riciclaggio di denaro in merito al salvataggio da 53 milioni di fondi pubblici da parte del governo della piccola compagnia aerea Plus Ultra legata al Venezuela.
Non solo, il socialista e consigliere del premier Pedro Sánchez deve rispondere anche dell’origine di oltre centro gioielli – che gli inquirenti hanno fatto stimare per un valore di 1,3 milioni di euro – rinvenuti lo scorso 19 maggio in una cassaforte all’interno del suo ufficio privato a Madrid e che sostiene essere doni ed eredità di famiglia. Secondo fonti giudiziarie Zapatero si è rifiutato di fornire spiegazioni sull’origine dei gioielli.
Per l’ex leader socialista la procura anti-corruzione e l’accusa popolare avevano richiesto come misure cautelari il ritiro del passaporto, l’obbligo di presentarsi in tribunale ogni quindici giorni oltre al divieto di lasciare il Paese. Richieste che sono state respinte dal giudice istruttore José Luis Calama perché non sussistono il pericolo di fuga né di distruzione delle prove. “Il sospettato è una figura pubblica, circostanza che rende chiaramente difficile per lui rendersi irreperibile o sottrarsi discretamente al procedimento “, afferma Calama.
Nelle oltre tre ore di deposizione, l’ex premier ha proclamato la propria “innocenza”, difeso la propria “onestà” e promesso “spiegazioni” agli spagnoli. Al termine dell’udienza, Zapatero ha diffuso un comunicato nel quale dichiara di essere “totalmente innocente” spiegando che “mi si accusa di reati molto gravi che non ho commesso” e di essersi “sempre comportato con decenza e onestà”. Dopo l’interrogatorio, che inizialmente sarebbe dovuto durare fino a domani, Calama ha tuttavia ritenuto che le dichiarazioni dell’ex primo ministro “non abbiano permesso di mettere in discussione gli indizi razionali di colpevolezza”, secondo un comunicato del tribunale.
L’ex leader del Psoe è accusato di essere il “presunto capo di una struttura stabile e gerarchizzata”, il cui obiettivo sarebbe stato quello di percepire tangenti attraverso “numerose società commerciali apparentemente utilizzate per convogliare tali pagamenti”.
Intanto il caso continua ad agitare le acque già mosse della politica spagnola: in mattinata il presidente del Governo Sánchez è comparso davanti ai deputati senza fare alcun riferimento a Zapatero – che ha sempre difeso sin dall’avvio delle indagini – ribadendo che la legislatura arriverà alla sua conclusione prevista nel 2027, nonostante le numerose richieste arrivate dall’opposizione di destra e di estrema destra di dimissioni ed elezioni anticipate. “È il capo del governo con il maggior numero di sospetti di corruzione di tutta la democrazia spagnola”, ha dichiarato il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo.
Oltre al caso Zapatero, il Psoe affronta lo scandalo di una presunta rete interna al partito che sarebbe stata incaricata di interferire nelle indagini riguardanti persone vicine a Pedro Sánchez. Accuse che il premier ha rigettato spiegando di non aver mai dato il suo consenso e non esserne mai stato a conoscenza. Nei prossimi giorni inoltre è attesa la decisione di un giudice sull’avvio del processo alla moglie del primo ministro, Begoña Gómez, nell’ambito di un’indagine per corruzione e traffico di influenze. Non solo, sempre a breve arriverà il verdetto sull’ex ministro dei Trasporti socialista José Luis Ábalos processato ad aprile in un altro caso di corruzione. Il tutto mentre continua il processo a David Sánchez, fratello minore del premier, per presunte irregolarità nella creazione e gestione di un incarico pubblico culturale nel Comune a guida socialista di Badajoz, in Estremadura.