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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

La girandola dei nomi per i cambiamenti in Rai

Un Vietnam. Chi ha assistito all’ultima riunione del cda Rai non teme smentite per il paragone ardito: si sente odore di napalm ai piani alti della tv di Stato. «Sei un cialtrone!», ha urlato il dg Roberto Sergio ad Antonio Marano, il presidente facente funzione intento a far le pulci al piano immobiliare e al documento di bilancio appena illustrati dal numero due dell’azienda. «E tu dedicati a San Marino», ha subito replicato l’ex direttore della seconda rete rientrato in quota leghista, berciando insulti e qualche parolaccia, omissati però per decenza dal verbale della seduta.
È in questo clima che i consiglieri si apprestano a rivedersi, oggi e domani, per visionare i prossimi palinsesti e varare un nuovo pacchetto di nomine funzionale a completare la militarizzazione sovranista dell’informazione pubblica. Ma anche a svelare la scarsa qualità della dirigenza che ruota intorno ai partiti di governo: dopo un lungo arrovellarsi, non si è infatti riusciti a trovare nessuno in grado di guidare partecipate strategiche come RaiCinema (vera gallina dalle uova d’oro) e RaiCom. Ragion per cui i vertici in scadenza, tutti d’area centrosinistra, verranno confermati in blocco.
Andiamo con ordine. Dopo il disbrigo degli affari correnti previsto oggi, domani si comincerà dai direttori di Tg2 e RaiParlamento giunti a fine mandato. Ma se su Antonio Preziosi non c’è discussione, resterà alla cloche del notiziario cadetto su preciso ordine di Antonio Tajani, sulla tolda della testata che segue i lavori di Camera e Senato scatterà il turn over. Via Giuseppe Carboni, già al comando del Tg1 in epoca gialloverde per volere di Giuseppe Conte, dentro la sua vice, Francesca De Martino. Fedelissima del capo degli Approfondimenti Paolo Corsini, appartiene alla filiera di Fratelli d’Italia, il partito della premier che, in vista delle Politiche, ha pensato bene di prendersi l’ennesima casella utile a gonfiare le vele della propaganda.
L’accordo è stato raggiunto ieri, nel corso di un vertice di maggioranza durante il quale i delegati dei tre partiti – Francesco Filini per FdI, Alessandro Morelli per la Lega e Simona Agnes per FI – hanno anche dato via libera alla conferma dei vertici di RaiCinema e RaiCom. Resteranno tutti, l’ad Paolo Del Brocco e Sergio Santo, oltre ai due presidenti. E questo nonostante le proteste del Carroccio, che da mesi invoca discontinuità. Ma cambiare al buio sarebbe un azzardo, ha spiegato l’ad della capogruppo Giampaolo Rossi, specie in quelle due controllate, strategiche anche per i conti dell’azienda. È stato invece rimandato il blitz per insediare Simona Agnes sulla poltrona di direttore generale ora occupata da Sergio, anche se Forza Italia non si dà per vinta: la consigliera cara a Gianni Letta, rimasta orfana della presidenza, deve essere “risarcita” entro l’estate.
Quanto ai palinsesti, è in arrivo un vorticoso giro di conduttori, sempre tutti interni all’area di centrodestra. Il passaggio di Milo Infante a Mediaset ha infatti scatenato notevoli appetiti: un effetto domino sull’intera programmazione informativa della Rai. A Ore14 su Rai2 arriverà Salvo Sottile, che lascerà il suo Far West su Rai3 ad Antonino Monteleone, l’ex Iena reduce da un altro flop con Filorosso. Roberto Inciocchi dalla mattina di Agorà trasloca alla guida di un nuovo talk politico sulla seconda rete, che dovrebbe andare in onda mercoledì sera. Ed è già sfida tra dame su chi lo sostituirà: in corsa ci sono Annalisa Bruchi e Manuela Moreno. Forza Italia contro FdI. Sorelle coltelle.