Corriere della Sera, 17 giugno 2026
D&G studia il riassetto. Cessione degli immobili per rifinanziare il debito
Dolce & Gabbana guarda al proprio patrimonio immobiliare per rafforzare la liquidità e completare il rifinanziamento del debito. La maison fondata da Domenico Dolce e Stefano Gabbana starebbe discutendo con le banche creditrici la possibile vendita di alcuni immobili a Milano, compresi edifici situati nel centro della città, attraverso operazioni di sale and leaseback, secondo un’indiscrezione di Bloomberg. La formula consentirebbe al gruppo di incassare risorse finanziarie immediate continuando però a utilizzare uffici e showroom mediante contratti di locazione.
L’operazione si inserisce nel più ampio negoziato avviato con gli istituti finanziatori per rifinanziare circa 450 milioni di euro di debito. Già ad aprile la società aveva confermato l’esistenza di colloqui con le banche. Anche se al momento non sarebbe stata presa una decisione definitiva sugli immobili da cedere, tra gli asset potenzialmente valorizzabili figurano diversi edifici concentrati nell’area di Porta Venezia, storico quartier generale del marchio a Milano.
Il patrimonio immobiliare rappresenta una leva significativa. Secondo i dati di Cushman & Wakefield citati da Bloomberg, nel primo trimestre dell’anno i canoni degli uffici nelle aree centrali milanesi hanno raggiunto gli 820 euro al metro quadrato annui, mentre gli spazi commerciali della città restano i più costosi d’Italia. In un mercato ancora sostenuto, la cessione degli immobili potrebbe consentire alla maison di liberare capitale senza rinunciare alla propria presenza nelle location più prestigiose.
La ricerca di nuova liquidità arriva in una fase complessa per il settore del lusso. Dopo la forte crescita registrata nel periodo successivo alla pandemia, molte aziende stanno facendo i conti con una domanda più debole, soprattutto in Cina, e con un contesto internazionale reso più incerto dalle tensioni geopolitiche. Il rallentamento del comparto, aggravato dalle tensioni in Medio Oriente, ha pesato sui risultati del gruppo e reso più difficile il rispetto di alcuni parametri collegati al debito.
Anche i risultati mostrano un raffreddamento rispetto agli anni di forte espansione. Dopo aver raggiunto circa 1,18 miliardi di euro di ricavi nel 2023, Dolce & Gabbana è scesa a 1,13 miliardi nel 2024, con una flessione del 4,5%. I dati relativi al 2025 indicano un ulteriore arretramento a circa 974 milioni, pari a un calo del 13,7%. La frenata segue due esercizi di forte espansione, sostenuti dalla ripresa post pandemia e dalla robusta domanda internazionale di beni di alta gamma, in un contesto oggi profondamente cambiato. Secondo informazioni circolate negli ultimi mesi, D&G avrebbe inoltre registrato perdite significative, in netto peggioramento rispetto all’esercizio precedente.
Il rallentamento arriva mentre la società affronta una fase di trasformazione anche nella governance. Nel 2025 Stefano Gabbana ha lasciato la presidenza del gruppo, pur mantenendo il proprio ruolo creativo. Alla guida operativa è arrivato Stefano Cantino, manager con una lunga esperienza nel settore e già ai vertici di Gucci, nominato co-amministratore delegato accanto ad Alfonso Dolce, fratello del co-fondatore Domenico.
Parallelamente il gruppo sta cercando di rafforzare le proprie fonti di ricavo. Il recente rinnovo fino al 2050 dell’accordo di licenza per l’occhialeria con EssilorLuxottica potrebbe garantire fino a 150 milioni di liquidità aggiuntiva. Un contributo importante in una fase in cui il rifinanziamento del debito e la gestione della cassa sono diventati temi centrali.
La vicenda di Dolce & Gabbana si inserisce in un contesto in cui molte maison stanno rivedendo priorità e strategie finanziarie dopo anni di crescita sostenuta. Per il gruppo milanese il dossier aperto con le banche rappresenta uno dei principali dossier aperti in questa fase. Né Dolce & Gabbana né Rothschild & Co, che assiste la società nelle trattative con le banche, hanno commentato le indiscrezioni su una potenziale cessione degli immobili.