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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

Trump, da bacchettone a lassista

Donald Trump è il presidente dei vizi? Che l’attuale capo della Casa Bianca non sia esattamente un repubblicano classico, è ormai un fatto assodato. Ma egli si vuole pur sempre campione di una destra cristiana che ha il suo riferimento nel suo vice, DJ Vance, nonché paladino di valori americani tradizionali. La convinzione comune è che siano gli altri, i democratici, quelli che con le loro legislazioni lassiste favoriscono la rilassatezza dei costumi, la morale trasgressiva. Non è proprio così. Non è solo e tanto che nel primo giorno del suo secondo mandato egli ha graziato fra gli altri Ross Ulbricht, alias «Dread Pirate Roberts», condannato perché gestiva una piattaforma illegale, Silk Road and the Armory, dove si acquistavano droga e armi. In realtà da quando è tornato al potere, Trump ha allentato le restrizioni al consumo e alla vendita di marijuana, che ora è considerata prodotto da banco, come la tachipirina. Ventiquattro Stati americani hanno fin qui legalizzato la cannabis per uso ricreativo. Ma con la nuova legislazione si sta registrando un forte incremento del suo consumo nei giovani, cui corrisponde un allarmante aumento delle emergenze psichiatriche. Di più, in aprile un ordine esecutivo di Trump ha aperto la strada all’uso legale di droghe psichedeliche in funzione terapeutica, che comprende LSD, ecstasy e psilocibina, alcaloide allucinogeno presente in almeno 200 varietà dei cosiddetti «funghi magici». In Oregon e Colorado l’uso della psilocibina è legale sotto supervisione. Ma non sono solo le droghe. Sul gioco d’azzardo, Trump ha assunto una posizione del tutto neutra, eliminando di fatto ogni restrizione, in un Paese dove nel 2024 oltre il 10% degli uomini sotto i 30 anni era affetto da ludopatia e la metà di quelli sotto i 50 scommette regolarmente. Anche le criptomonete sotto Trump godono di leggi regolatorie molto lasche, nonostante quello delle valute sia un campo molto vicino all’azzardo.