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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

Papa Leone XIV: «La remigrazione risposta poco cristiana»

 «La remigrazione? Non mi sembra la risposta più cristiana». Papa Leone XIV lo dice uscendo da Villa Barberini a Castel Gandolfo (dove quando può trascorre i primi due giorni della settimana) per rientrare a Roma. Gli viene posta una domanda sull’espulsione di tutti gli immigrati dal territorio italiano e Leone ribadisce il concetto cattolico di «rispetto per la persona»: «Molte volte noi non conosciamo le ragioni per cui queste persone sono uscite dal loro Paese. Per cui semplicemente dire li mandiamo via, sarebbe come dire che ci laviamo le mani del problema. Le persone vanno invece trattate con rispetto».
Una risposta molto netta quindi ai movimenti, in primis Futuro nazionale del generale Roberto Vannacci, che chiedono di rimpatriare in particolare gli stranieri irregolari. Del resto anche nel suo recentissimo viaggio in Spagna, il Papa a Tenerife aveva intimato ai trafficanti di esseri umani: «Fermatevi. Convertitevi. Le lacrime e il sangue di questi fratelli gridano a Dio e le loro sofferenze giungono fino a Lui». E ancora, riprendendo le parole di San Paolo: «Per ogni vita perduta, ogni famiglia ingannata, ogni corpo sottomesso, ogni donna minacciata, ogni lavoratore sfruttato, dovrete comparire davanti alla giustizia divina. E il denaro strappato a questi fratelli poveri non vi darà pace, né onore né futuro». E aveva concluso dicendo che «l’Europa non può parlare di dignità se si abitua a considerare il Mediterraneo e l’Atlantico come “cimiteri senza lapidi”».
Non che il Papa sostenga l’immigrazione senza regole né limiti: il diritto degli Stati a gestire i confini e a garantire il bene comune fa parte della dottrina cattolica. Ma si è dimostrato fin dall’inizio favorevole all’accoglienza solidale dei migranti e non certo alla remigrazione come progetto politico di espulsione su larga scala. Ne aveva parlato con toni decisi anche nel messaggio del luglio 2025 per la 111ª Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato: «In modo particolare, migranti e rifugiati cattolici possono diventare oggi missionari di speranza nei Paesi che li accolgono». E aveva citato ancora San Paolo nella lettera agli Ebrei: «Non dimenticate l’ospitalità; alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli». Ma in molte altre occasioni il Papa ha chiesto di tutelare la dignità dei migranti e dei rifugiati e soprattutto ai cristiani di impegnarsi per la loro piena integrazione: anche attraverso politiche che mettano al centro la persona umana. E ha stigmatizzato l’indifferenza ormai diffusa verso chi fugge da guerre, povertà o persecuzioni. Leone si situa quindi nella scia dei suoi predecessori più recenti: a partire da Francesco, che della migrazione e della necessità di accoglienza ha fatto uno dei suoi temi principali e ha tantissime volte richiamato i cristiani e i governi a una piena apertura verso migranti e rifugiati.