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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

Campo largo, una foto per lanciare la sfida a Meloni

«L’alternativa c’è già. Facciamolo vedere»: Elly Schlein rompe gli indugi. Giuseppe Conte le va dietro: «Sì, facciamo vedere che adesso tocca a noi». Bonelli e Fratoianni non vedevano l’ora: sono mesi che incitano i leader del centrosinistra ad arrivare al dunque. Nasce così la foto che i quattro postano contemporaneamente sui loro profili social: tutti da Costanza Hostaria (dove si sono già visti altre volte) sorridenti, tavola vuota. Non che prima ci fosse stato un banchetto: pesce, focaccia bianca e acqua, rigorosamente niente alcolici.
La foto, dunque, per far vedere che la coalizione c’è. E l’annuncio di due date: 8 e 15 luglio, due giornate in cui i leader del campo (non largo, viste le assenze) terranno dei pubblici incontri in cui illustreranno le proposte di legge comuni e il loro programma. «E ci saranno anche delle novità», assicura uno dei commensali. Le sedi di questi incontri? Una città del Nord e una del Sud, spiega Bonelli in Transatlantico.
L’importante, comunque, adesso è lanciare il messaggio. Fratoianni ci tiene e scatta il selfie. Ma anche la segretaria pd e il leader del M5S sono d’accordo. «Basta con questa caricatura del centrosinistra che non è pronto a governare», dice Schlein. E poco importa se la foto è venuta male e le luci del ristorante non aiutano: i quattro sorridono. Calenda ne approfitta per prendere in giro l’arcinemico Renzi: «Dov’era, sotto il tavolo?». Interrogativo tutt’altro che peregrino, perché a sera Giuseppe Conte, che prima ne approfitta per fare il timing del Campo largo («A settembre ci sarà la fase finale del progetto»), osserva: «Renzi nel Campo largo? Non è scontato. Sicuramente c’è un problema di affidabilità, non dobbiamo creare un’accozzaglia, un caravanserraglio». Renzi rilascia il suo commento: «Per tutto il pomeriggio i giornalisti ci hanno chiamato chiedendo se siamo arrabbiati perché non siamo nella foto di Schlein, Bonelli, Conte e Fratoianni. E perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra». Insomma, Italia viva e i centristi ci saranno, ma in un secondo tempo, visto che ancora l’ala moderata della coalizione non si è data una fisionomia.
Nel frattempo si va avanti in tre partiti. Poi si vedrà. Non tanto se allargare, perché quello per vincere è necessario, ma come. L’importante, adesso, è dimostrare che il nucleo fondativo dell’alleanza è in armonia. Per questo il leader del M5S non lesina complimenti a Schlein: «Ha il merito di tenere insieme un partito composito». E nega che Vannacci sia la versione contemporanea del Movimento: «Noi non abbiamo mai detto certe cazz...».
E a proposito di Schlein, la segretaria si sta muovendo a tutto campo. Non ci sta a fare la «sinistra-sinistra» di cui parla Renzi. È convinta di poter agganciare altri mondi. Perciò da venerdì a domenica la leader dem ha cercato di allargare la sua rete. La richiesta di un incontro con Romano Prodi nel weekend (i due, in realtà, si sentono con regolarità, ma non sempre ufficializzano i loro colloqui) per sentirsi dire che occorre allargare al centro e non dare l’idea che il Pd escluda i moderati. Una visita a Giuseppe Sala (per perorare la causa di Pierfrancesco Majorino, dicono), ma che comunque serve alla leader del Partito democratico per dimostrare che il «suo» Pd non guarda solo a sinistra. Una puntata alla convention di Alessandro Onorato (la volta scorsa, Conte ci era andato ma lei no). E un salto a Torino per il convegno delle Acli su Mimmo Lucà, deputato del centrosinistra per cinque legislature, scomparso lo scorso anno.