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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

«Una rete di complottisti voleva colpire alla festa di Trump»

Tutto è iniziato alle 21.18 del 10 giugno con una telefonata di due genitori allo sceriffo e alla polizia della contea di Knox, Ohio. La coppia era allarmata perché il figlio, Tycen Proper, di soli 19 anni, aveva accumulato armi e munizioni in vista di qualche tipo di azione. Gli agenti hanno raggiunto l’abitazione e dopo aver ottenuto nuove informazioni hanno coinvolto l’Fbi.
In base alle prove raccolte dal Bureau, Tycen voleva compiere un attentato a Washington in occasione dell’evento Ufc al quale ha assistito anche Donald Trump. Un piano portato avanti con alcuni complici: due sono stati arrestati in California, altri 23 identificati. Le informazioni fornite dai genitori e le ammissioni del diciannovenne hanno aiutato a istruire il dossier.
I terroristi fai-da-te, senza apparenti legami con l’estero, si sono finanziati con 3 mila dollari messi a disposizione sempre da Tycen, denaro che aveva ricevuto come premio per il suo diploma. Ha comprato un fucile tipo Ar 15, corpetti anti-proiettile e altro materiale. L’operazione doveva avvenire in tre fasi. Primo. Una piccola manifestazione di protesta vicino al target per distrarre la sicurezza. Secondo. L’incursione di droni esplosivi per spingere la folla verso determinate zone. Terzo. Il tiro dei cecchini su chi scappava.
Erano stati stabiliti ruoli, postazioni, case sicure, vie di fuga con l’aiuto di mappe, foto e probabili ricognizioni.
I membri del «complotto» hanno discusso a lungo attraverso sistemi criptati in quanto molti di loro vivevano in luoghi diversi, inoltre avevano stabilito una serie di spostamenti in Virginia in modo da essere pronti per il 13. Ma inizialmente hanno mantenuto un filo aperto su un gruppo TikTok noto come «Vanguard of Old».
Sempre l’arrestato ha poi fornito elementi sulle motivazioni. Per gli aderenti a questa cellula gli Stati Uniti hanno imboccato una strada sbagliata e vanno protetti. Come? Provocando fratture nella società per poi ricostruirla. Molti degli «affiliati», stando alle affermazioni, di Tycen sono molto religiosi ed alcuni avrebbero avuto un passato nelle forze armate. Non mancano posizioni antisemite e simpatia per Hitler. Gli accusati sono convinti che l’America sia dominata da un’élite di miliardari coinvolta in sacrifici umani, colpevole di aver mantenuto rapporti con Jeffrey Epstein.
Un altro target di questa strana formazione erano i politici in rapporto con l’Aipac, l’associazione che agisce negli Usa in favore di Israele. Negli scambi di messaggi sono citati alcuni congressisti come possibili bersagli.
Il direttore dell’Fbi Kash Patel ha naturalmente enfatizzato l’importanza dell’inchiesta mentre il presidente, sollecitato dai giornalisti, ha affermato di non aver sentito nulla a riguardo. C’è sempre cautela nel valutare gli annunci dell’amministrazione, servono riscontri su quanto viene diffuso, verificare tutte le accuse.
La ricostruzione emersa dagli atti giudiziari presenta un quadro di aspiranti militanti, forse velleitari. Tycen Proper non ha nascosto le sue intenzioni, tanto è vero che sono stati i familiari a dare l’allarme. Tuttavia, visti certi precedenti, non vanno mai sottovalutati alcuni profili: non rovesciano uno Stato ma sono in grado di fare vittime.