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 2026  giugno 17 Mercoledì calendario

PattumeRoma produce 4.650 tonnellate di rifiuti al giorno [Rizzo, Rep].Odiare«La scrittura che viene da sola: rapida, senza sforzo apparente

Pattume
Roma produce 4.650 tonnellate di rifiuti al giorno [Rizzo, Rep].

Odiare
«La scrittura che viene da sola: rapida, senza sforzo apparente. Chi scrive soffrendo riconosce subito quelli a cui viene facile. Li ammira. Li invidia. Forse li odia» [Salvatore Merlo, Foglio].


Messaggero

Nel film di Corbucci, tutti leggono Il Messaggero.«Anche nella commedia, passa continuamente lo strillone: Il Messaggero! Il Messaggero! E tutti lo comprano e commentano gli articoli a voce alta. Nel 1910, come nel 1944, le notizie a Roma si leggevano solo sul vostro giornale. Sul mio comodino ho una pila di libri di Roma, e tra questi c’è Il Messaggero e la sua città di Giuseppe Talamo, volume primo. Me lo regalò Giovanni Spadolini. L’altra sera mi sono messo a leggere un’inchiesta del 1880 sugli ospedali di Roma. Questo vuol dire che solo dieci anni dopo la presa di Roma, Il Messaggero era già un giornale che si occupava seriamente della città».Lei è ancora impegnato politicamente?«Non ci penso proprio».Però lo è stato.«Sì, nel periodo dell’illusione collettiva. Ho cominciato nel ’77 e allora c’erano ancora quelle belle feste dell’Avanti e dell’Unità. Dal ’93 al ’95 sono stato consigliere comunale per il Pds. Ma non è servito. Non serve che al consigliere arrivino delle proposte già deliberate! Nel 1996 mi sono dimesso da parlamentare europeo rinunciando al vitalizio».Andrà a votare?«Scriva pure: segue un lungo silenzio».Come vive la notorietà?«Perché, lo sono? L’altro giorno l’assistente del barbiere mi ha detto: Lei ha una faccia conosciuta, qual è il suo nome?».E lei cos’ha risposto?«Adriano Celentano» [Enrico Montesano a Katia Ippaso, Mess].


Ebrei
«Azam Pasha, segretario generale della Lega araba, minacciò gli ebrei che, “se avessero osato tentare di stabilire un’entità sionista anche soltanto su un piede di terra araba”, allora “gli arabi li avrebbero affogati nel loro stesso sangue” e il Medio Oriente avrebbe visto scempi “al cui confronto i conquistatori mongoli sarebbero impalliditi”. Il primo ministro dell’Iraq, Muzarekh Al Bagagi, dal canto suo, invitò gli ebrei della Palestina “a fare i bagagli e andarsene finché erano ancora in tempo”, visto che gli arabi avevano già giurato che dopo il loro trionfo non avrebbero lasciato in vita che quei pochi ebrei che vivevano in Palestina prima del 1917, e anche quelli “avrebbero avuto il permesso di risiedere sotto le ali dell’Islam” (…). Gli ebrei, aggiunse il predicatore della grande moschea di Giaffa, non sono affatto un popolo e nemmeno una religione propriamente – tutti sanno infatti che il Signore pietoso e misericordioso in persona ha ribrezzo per loro e per questo li ha condannati a essere maledetti e odiati per sempre in tutte le terre della loro dispersione – : cocciuti che non sono altro, questi giudei, il Profeta (Muhammed) ha teso loro una mano, e loro ci hanno sputato sopra; Issa (Gesù) ha teso loro una mano, e loro l’hanno trucidato; perfino i profeti della loro spregevole fede, anche quelli erano soliti lapidarli. Non per niente i popoli dell’Europa hanno deciso di sbarazzarsi di loro una volta per tutte, e adesso l’Europa sta macchinando per scaraventarli tutti da noi, ma noi, gli arabi, non permetteremo ai popoli dell’Europa di gettarci addosso il loro letame. Noi arabi tratteremo a fil di spada questa congiura satanica per trasformare la Terra santa di Palestina nel bidone della spazzatura per tutte le schifezze del mondo» [Amos Oz, Una storia di amore e tenebra, Feltrinelli, Milano 2008].



Altre cose
Abbiamo inoltre appreso: che Michele Serra fa tai chi di gruppo al parco Sempione; che nell’Iliade la dea Afrodite tiene lontani i cani di Achille dal cadavere di Ettore spargendone il corpo con essenza di rose; che Alemanno, a Ostia, voleva costruire un casinò e una pista da sci artificiale sul mare; che in Svezia il tasso di natalità è crollato a 1,42 figli per persona (il livello più basso dal 1749); che l’Italia ha già avuto quattro generali alla presidenza del Consiglio (Lamarmora, Menabrea, Pelloux e Badoglio); che il presidente Cossiga era talmente patito di elettronica che le compagnie telefoniche gli mandavano i primi cellulari perché li testasse.