il Fatto Quotidiano, 16 giugno 2026
Il cemento su Tavolara è bocciato da tutti, ma il governo dà l’ok
Dal dio del Mare, Poseidone, ai parenti (taroccati, sembra) del re di Giordania. Amaro il destino dell’isola di Tavolara e del paese di Loiri San Paolo, gioielli tra i più preziosi della Sardegna. E adesso, se non bastasse, il Governo ha dato il via libera al cemento nella località di Cala Finanza: un hotel cinque stelle da 50 camere, 26 ville (da 500 a 200 metri quadrati), ristoranti, servizi commerciali, un porto turistico e un campo da golf. In tutto una superficie di 50 ettari. L’equivalente di oltre 50 campi da calcio regolamentari.
Il Fatto ne aveva parlato mesi fa, ma adesso arriva la beffa: la Regione Sardegna ha espresso parere negativo, la Sovrintendenza ha detto no, perfino il ministero della Cultura era contrario. Pareva che il mega progetto fosse destinato a finire in soffitta.
E invece il Consiglio dei ministri ha dato il via libera. Lo racconta l’ambientalista sardo Stefano Deliperi del Gruppo di Intervento Giuridico: “In pratica si sono dribblate le norme vigenti. Si costruisce nonostante il parere contrario di enti locali e sovrintendenze, perfino del ministero della Cultura”. Com’è stato possibile? “Il progetto è stato inserito nella disciplina per le aree Zes, cioè Zona Economica di Sviluppo per il Meridione, ma se passasse il principio che così si possono saltare le norme urbanistiche, sarebbe un precedente disastroso. Il governo ha dato via libera senza nemmeno menzionare nell’atto il luogo dove si dovrebbe costruire”, conclude Deliperi. Adesso la parola passa al Tar. Intanto, però, le ruspe scaldano i motori.
La Sardegna e le sue coste sono da decenni uno dei bocconi preferiti per gli amanti del cemento. Ogni anno vengono edificati fino a due milioni di metri cubi. Ma, perfino in questo panorama, la vicenda di Cala Finanza a Loiri San Paolo è un caso particolarmente allarmante: la Tavolara è un tesoro unico nel Mediterraneo. Parliamo di uno sperone di roccia che emerge dal mare fino a 500 metri di altezza. Un enorme sasso in mezzo al mare, lungo 6 chilometri e largo uno. Di fronte all’isola c’è Loiri. Da tanti anni nel mirino dei costruttori. Anni fa era arrivato il primo ‘attacco’: nella zona erano sorti tendoni e strutture per il matrimonio di un magnate arabo. “È un parente del re di Giordania”, si era detto per sostenere l’iniziativa. Pare fosse una leggenda metropolitana. Ma in fondo poco conta. Alla fine ci sono voluti i ricorsi per far rimuovere tutto.
Ora, però arriva il cemento. Al di sotto del limite di 500 metri dal mare. A proporlo oggi è Tavolara Bay, controllata da un gruppo immobiliare brasiliano fondato oltre un secolo fa dall’italiano Vittorio Fasano e specializzato negli hotel di lusso. Un’impresa che oggi ha come partner anche la società Jhsf. Insorgono Italia Nostra e i comitati. Il 1º luglio si annuncia un presidio: Contra sa prepotentzia de s’istadu in sardo, “contro la prepotenza dello Stato”.
Ma i cantieri sono pronti: da Poseidone che pietrificò la nave dei Feaci – colpevoli di aver fatto fuggire Ulisse – facendo nascere la Tavolara, agli hotel a cinque stelle.