il Fatto Quotidiano, 16 giugno 2026
Strasburgo toglie l’immunità a Matteo Ricci
Quasi un anno dopo l’apertura dell’inchiesta Affidopoli, che azzoppò Matteo Ricci mentre correva per la guida delle Marche, il caso arriva al Parlamento europeo. Verrà votata la revoca dell’immunità per l’europarlamentare che ha già fatto sapere di essere pronto a rinunciare. Un tentativo di rilancio, dopo la sconfitta alle Regionali contro Francesco Acquaroli, in quella che per lui era la partita della vita. Ieri la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, ha annunciato in apertura della plenaria a Strasburgo, che “le autorità competenti italiane hanno rivolto una richiesta di revoca dell’immunità parlamentare” dell’europarlamentare del Pd, nell’ambito dell’inchiesta volta a far luce su alcuni affidi, quando Ricci era sindaco.
Le accuse sono concorso in corruzione e peculato, il pm ha chiesto di poter leggere tutta la corrispondenza (chat, mail e materiale allegato) tra Ricci e il suo ex collaboratore, Massimiliano Santini. Come riferito da Metsola, le richieste sono state deferite alla Commissione per gli affari giuridici competente, la Juri. Ricci (ascoltato nuovamente in procura lo scorso 13 aprile, come anticipato dal Resto del Carlino) aveva già detto negli scorsi giorni alla delegazione dem che era pronto a rinunciare all’immunità. Cosa ribadita ieri in un comunicato, nel quale ha specificato che parte del materiale che la procura vuole leggere era contenuta in un file audio allegato alla memoria difensiva da lui stesso depositata. Negli scorsi giorni, dice, “ho già comunicato ai vertici del Parlamento e ai membri S&D della Commissione Juri la mia intenzione di assecondare la richiesta della procura”. Non solo: “Ho chiesto che il Parlamento si esprima favorevolmente nel più breve tempo possibile, speriamo già nel mese di settembre. Il mio assenso alla procura risale ormai a sette mesi fa”. Ricci spera di poter saltare l’audizione in Commissione Juri per velocizzare il tutto, in maniera che Strasburgo si esprima nella plenaria di settembre. C’è stata un’ultima richiesta di proroga delle indagini dei pm che scadrà il 17 dicembre. A quel punto l’indagine compirà i due anni canonici e a meno di esigenze straordinarie dovrebbe essere chiusa, con una richiesta di rinvio a giudizio o archiviazione. La partita resta aperta e Ricci scommette sulla possibilità di giocarsela.
Il caso Ricci dimostra come la delegazione dem a Strasburgo continui a essere piuttosto tormentata. Per il Qatargate ha avuto la revoca dell’immunità Alessandra Moretti, che si è autosospesa dal gruppo. Immunità confermata per la stessa indagine a Elisabetta Gualmini, che poi ha lasciato la delegazione. Mentre è uscita dal Pd dieci giorni fa anche Pina Picierno. Dalla delegazione con 21 europarlamentari si è arrivati a 19 (di cui una, appunto, autosospesa). Già così è diventata la seconda, dopo la Spagna. Con Giorgio Gori che ha un piede fuori dalla porta. A proposito di immunità: oggi l’Eurocamera vota per la revoca di quella degli azzurri Fulvio Martusciello e Salvatore De Meo per il caso Huawei. Dovrebbe salvare De Meo, ma non il capo delegazione Martusciello, come ha già fatto la Commissione Juri.