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 2026  giugno 16 Martedì calendario

Legge elettorale, via 250 emendamenti

Da questa sera la battaglia sulla legge elettorale entra nel vivo. Intorno alle 20, in commissione Affari costituzionali della Camera, si comincerà a votare gli emendamenti. Ieri sono stati sfoltiti: originariamente ne erano stati depositati 771, ora ne sono rimasti sul tavolo 479. In parte bollati come inammissibili, perché considerati incongrui sotto il profilo logico, sintattico e grammaticale. Tra questi, per intenderci, anche quello firmato da Riccardo Magi di +Europa, che voleva sostituire il titolo della legge con «nuova legge fascista Acerbo». In parte sono stati esclusi in quanto portatori di «un contenuto meramente formale, privo di sostanza», spiega il presidente della commissione, Nazario Pagano di Forza Italia. Del tipo, modificare la dicitura «premio di maggioranza» con «bonus di maggioranza». Una scrematura sostanziosa, che, però, non rende meno serrato il calendario dei lavori, visto che l’obiettivo è far arrivare il testo nell’Aula di Montecitorio lunedì 29 giugno. Sono previste sedute notturne e, se necessario, anche convocazioni nel fine settimana. In base all’andamento e all’intensità dell’ostruzionismo messo in campo dalle opposizioni, le forze di maggioranza valuteranno se sarà possibile arrivare in fondo o bisognerà fermarsi prima, dando il via libera alla legge senza il mandato al relatore. Nessun ripensamento, comunque, legato alla crescita nei sondaggi del partito di Roberto Vannacci, che potrebbe avvantaggiare il centrosinistra. «È falso che ci sia una volontà della maggioranza di tornare indietro», assicura Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, delegato da Giorgia Meloni a gestire questa partita, «i tempi li deciderà il Parlamento nel rispetto delle opposizioni e nel dialogo che continuiamo a cercare». Questa mattina ci sarà una prima seduta per illustrare il quadro delle proposte di modifica, in particolare le quattro presentate dal centrodestra, che dovrebbero essere le uniche approvate. Tra i primi emendamenti che saranno messi in votazione stasera ci sarà uno di quelli che chiedono l’introduzione delle preferenze. È forse il principale bastone tra le ruote della maggioranza, che sul punto è divisa e difficilmente potrà trovare una sintesi indolore per tutti i partiti che la compongono. Lo scenario più probabile è una bocciatura degli emendamenti su questo tema in commissione, ribadendo la volontà, già espressa da Fratelli d’Italia, ma anche da Noi Moderati, di presentare proposte analoghe quando la legge arriverà in Aula. La vera partita si giocherà lì, nei primi giorni di luglio, a suon di voti a scrutinio segreto. Quando i deputati di Meloni potranno affossare le preferenze (storica battaglia del partito) senza lasciare impronte, contando su un voto trasversale anche dentro i partiti di opposizione. E rispettando così il patto stretto tra Meloni e Matteo Salvini. Almeno questa è la previsione che fanno dal Pd, dove pure le posizioni sulle preferenze sono variegate. Però, è il ragionamento, al momento di discuterne in commissione, i meloniani dovranno pur dichiarare qualcosa. Le opposizioni li aspettano al varco, per metterli in difficoltà, se non altro, dal punto di vista comunicativo. E, c’è da scommetterci, lo faranno anche i vannacciani: in commissione, dove siede il deputato Edoardo Ziello, e nel dibattito pubblico.