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 2026  giugno 16 Martedì calendario

Crosetto a Hegseth: “Spese militari, decide Giorgetti”

Seduto alla destra del segretario Hegseth, nella sala riunioni del Pentagono addobbata con bandiere americane e italiane, c’era il direttore politico Elbridge Colby, nipote dell’ex capo della Cia a Roma William, che però dall’Europa vuole scappare per concentrarsi sull’Asia. Il ministro Guido Crosetto lo ha notato e blandito, dicendo che capisce gli interessi globali in evoluzione, e anzi considera la spinta venuta dall’amministrazione Trump come una benedizione per l’Europa, che forse comprenderà finalmente la necessità di camminare sopra le proprie gambe nella difesa.
A cominciare proprio da Roma, che lo fa soffrire sull’utilizzo dei soldi del Safe (Security Action for Europe): «Io – ha detto Crosetto col sorriso sulle labbra – sono un umile utilizzatore dei fondi che mi mette a disposizione il Parlamento e, prima ancora, di quelli che mette il ministro dell’Economia», ossia il nemico/amico Giancarlo Giorgetti. «Quando l’arbitro fischia c’è il rigore, altrimenti c’è solo il rigore», ha sottolineato il ministro, che però dopo le tensioni dei giorni scorsi ha comunque deciso di continuare a giocare la sua partita, per spronare tanto l’Italia, quanto l’Europa a fare di più. Ma «non c’è alternativa al rapporto atlantico, il nostro ruolo sarà sempre al fianco degli Stati Uniti», tanto per avvertire alleati come Francia e Germania, che magari al prossimo vertice Nato in Turchia spingeranno per la creazione di una base industriale europea della difesa separata e alternativa agli Usa.
Rientrato dal Pentagono nell’ambasciata italiana a Washington, Crosetto ha definito “bellissimo” l’incontro con Hegseth, anche per fugare i dubbi di incomprensioni, ad esempio per l’irritazione di Trump a causa del negato uso della base di Sigonella in supporto delle operazioni in Iran: «Io non so se il caso avesse fatto arrabbiare il presidente americano perché era stato informato di ciò che è accaduto, e di ciò che poteva accadere, o perché magari non era stato perfettamente informato».
È vero che gli Usa hanno già scritto un documento su cui elencano i tagli da fare nelle basi europee, iniziati in Germania, ma Hegseth ha promesso che non intendono disimpegnarsi dall’Italia. «Anzi – dice Crosetto -, dal punto di vista bilaterale e Nato, la cooperazione con noi è molto importante per loro». Basti pensare al bisogno che ha dei nostri porti la Marina americana. Quanto agli aerei e altri mezzi in via di smobilitazione dall’Europa, il ministro ha spiegato che si tratta di un piano di cui gli americani parlano da anni, minimizzandone il peso strategico, davanti ad una Russia sempre più aggressiva: «Sono assetti che potrebbero ritirare dall’Europa ed essere sostituiti comodamente da assetti europei».
Hegseth però non molla sulla Nato 3.0 e sul tanto lavoro mancante: «Siamo particolarmente grati per il sostegno costante che il vostro governo e il popolo italiano dimostrano nell’ospitare le forze americane in Italia. Nell’attuale, cruciale contesto globale, la nostra collaborazione è più importante che mai. Ciò significa riequilibrare la nostra alleanza, per concentrarci sulle missioni fondamentali». Quindi investire il 5% del Pil in difesa, 3,5% sulle forze armate e 1,5% sulle capacità abilitanti. Ha riconosciuto però che «gli alleati europei si stanno assumendo la responsabilità principale della difesa convenzionale dell’Europa e l’Italia è uno dei partner che guidano questo processo».
Hegseth è uno dei molti scettici sull’Ucraina nell’amministrazione Trump, ma secondo Crosetto ne hanno parlato: «Gli Usa hanno dato all’Europa una responsabilità maggiore sia all’interno della Nato, sia dell’Ucraina, che considerano un problema più europeo che americano». Durante l’incontro è stato fatto notare al capo del Pentagono che ormai gli aiuti a Kiev vengono quasi tutti dall’Europa, cosa che non solo non gli dispiace, ma che era un suo obiettivo. Ora che però Zelensky sta riuscendo a paralizzare l’invasione di Putin, sarebbe intelligente approfittarne per spingere il Cremlino ad accettare un vero negoziato per la pace giusta: «Si è trovata – ha commentato Crosetto – una soluzione diplomatica in Iran. Adesso tutte le forze vanno concentrate per trovarla in Ucraina, tanto più che la Russia ha maggiore interesse a trattare in questo momento rispetto agli ultimi mesi».