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 2026  giugno 16 Martedì calendario

Parte il negoziato per l’adesione dell’Ucraina all’Ue

L’Ucraina fa un passo in Europa. Ieri l’Ue ha aperto il primo ciclo di negoziati per l’adesione all’Unione di Kiev e della Moldova. Una procedura fino a due mesi fa ostacolata dall’Ungheria di Viktor Orbán e ora avallata dal nuovo governo di Budapest.
«Si tratta di un enorme passo avanti – ha commentato con entusiasmo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen –. L’Ucraina ha compiuto notevoli progressi nelle riforme. Ha dato i suoi frutti, quindi ora dobbiamo farlo anche noi». «La Russia – ha avvertito il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa – deve comprendere che il tempo non gioca a suo favore. È il momento di fermare la guerra e di impegnarsi seriamente in negoziati per una pace giusta e duratura». Secondo la commissaria all’allargamento, Marta Kos, «nessun Paese ha mai raggiunto tali progressi nel suo percorso di adesione, combattendo al contempo le più brutali atrocità russe sul proprio territorio».
Il primo ciclo di negoziati è quello basilare perché riguarda lo stato di diritto e i diritti fondamentali, il funzionamento delle istituzioni democratiche, la riforma della pubblica amministrazione e i criteri economici. Questi pilastri contengono a loro volta cinque capitoli di trattativa: sulla magistratura, su giustizia libertà e sicurezza, sugli appalti pubblici e sul controllo finanziario. Questi test sono una sorta di propedeuticità per gli altri esami e nello stesso tempo verranno rivalutati al termine della procedura.
Nonostante il giudizio positivo di tutti i 27 Paesi Ue, in realtà le posizioni non sono univoche. E l’ingresso di Kiev non tutti lo vogliono secondo una tempistica rapida. Basta ascoltare il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul, per capire che non tutto è ancora chiaro: «Il processo deve continuare a essere guidato dal principio del merito e l’Ucraina deve realizzare riforme significative». Anche la Polonia ha invitato a non accelerare il percorso. E così proprio la Commissaria Kos ha dovuto puntualizzare: «Se per alcuni l’attuale metodologia non è adatta al contesto di oggi, dobbiamo parlarne. Ma è chiaro che la piena adesione sarà possibile solo quando tutti i requisiti saranno soddisfatti. Non esistono mezze adesioni». Nonostante il pressing, dunque, l’allargamento ufficiale non si realizzerà rapidamente.
Nel frattempo il Consiglio dei ministri Ue degli Esteri ha dato il via libera a nuove sanzioni contro la Russia. Il pacchetto colpisce 34 individui e 47 entità e puntano a limitare il complesso militare-industriale russo, le entrate energetiche, le minacce ibride e la diffusione della propaganda statale russa.