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 2026  giugno 16 Martedì calendario

La Germania respinge l’offerta di Unicredit su Commerzbank

Il governo federale tedesco ha respinto l’offerta di Unicredit su Commerzbank. Lo rende noto un comunicato dell’Agenzia delle Finanze tedesca, che gestisce la partecipazione dello Stato in Commerzbank. L’accettazione dell’offerta era già «economicamente fuori discussione – recita la nota -  poiché l’offerta non prevede un premio adeguato rispetto all’attuale quotazione del titolo Commerzbank». 
Approccio aggressivo
Lo Stato federale controlla il 12% delle azioni di Commerzbank. L’offerta pubblica di scambio (ostile) lanciata da Unicredit è osteggiata perché minaccia l’indipendenza della banca tedesca. Il governo federale denuncia, inoltre, un approccio giudicato «aggressivo» da parte del gruppo italiano. Secondo un comunicato dell’Agenzia federale delle finanze tedesca («Finanzagentur»), l’offerta – che termina oggi, martedì 16 giugno – non presenta un «premio sufficiente» rispetto all’attuale quotazione del titolo Commerzbank. 
Il ruolo chiave nel finanziamento dell’economia tedesca
L’operazione è politicamente delicata in Germania, dove lo Stato federale resta il secondo maggiore azionista della banca di Francoforte, una partecipazione ereditata dalla crisi finanziaria del 2008. Al di là delle considerazioni finanziarie, Berlino sottolinea gli aspetti strategici dell’operazione. Commerzbank «svolge un ruolo chiave nel finanziamento dell’economia tedesca e del Mittelstand», il tessuto delle piccole e medie imprese esportatrici, ed è un importante datore di lavoro e un pilastro essenziale della piazza finanziaria di Francoforte», che il governo intende preservare, si legge nella nota. 
UniCredit ha già superato la soglia del 30%
Unicredit propone in particolare di ridurre la rete internazionale di Commerzbank, ritenuta troppo complessa e inefficiente, per rifocalizzare la banca sulle attività in Germania. L’offerta della banca italiana, finalizzata a rafforzarne il ruolo di gigante bancario europeo, scade ufficialmente martedì a mezzanotte, salvo proroghe. Lunedì Unicredit ha detto di aver superato la soglia del 30% che si era prefissata per l’Opa, avendola lanciata quando deteneva già quasi il 27% del capitale della banca tedesca.