Corriere della Sera, 16 giugno 2026
Iran: dollari, armi, siti nucleari. Un accordo e due versioni
Il testo del memorandum firmato per gli Usa da Trump e dal vicepresidente JD Vance è stato descritto ieri ai giornalisti in un briefing da due alti funzionari dell’amministrazione. Potrebbe essere diffuso nelle successive 24-48 ore. «È di una pagina e mezzo e non include i dettagli operativi dell’intesa», ha anticipato JD Vance.
Lo Stretto di Hormuz
Il testo prevede l’immediata riapertura dello Stretto da parte di Iran e Stati Uniti. Gli americani dicono che ci vorrà comunque tempo perché il traffico navale riprenda del tutto e di non aspettarsi un ritorno ai livelli normali nel giro di due settimane. Trump aveva scritto domenica che è necessario «rimuovere le mine»: gli americani sanno dove sono collocate. E ha dichiarato anche che lo Stretto verrà riaperto senza pedaggi in modo «permanente». Il memorandum prevede la riapertura per 60 giorni, ma ci si aspetta che sarà estesa nell’accordo finale. Non si affronta il tema di chi controlli di fatto lo Stretto. Ma gli americani dicono di voler trovare un meccanismo che impedisca in futuro all’Iran di chiuderlo di nuovo.
Le armi nucleari
L’Iran si impegna a non sviluppare né acquistare armi nucleari. Aveva già accettato la clausola quando ratificò il Trattato di non proliferazione nel 1970 e l’ha riaffermato nell’accordo del 2015 di Obama da cui Trump uscì unilateralmente.
I fondi congelati
Gli Usa insistono, alla firma del memorandum non sono stati fatti pagamenti di alcun genere né scongelati i 24 miliardi iraniani bloccati all’estero e non ci sono stati accordi paralleli tra l’Iran e gli Emirati o il Qatar. La Casa Bianca dice che i fondi verranno «scongelati» e le sanzioni rimosse a tappe, sulla base del rispetto degli impegni da parte dell’Iran. Ma un funzionario Usa ha parlato della possibilità di «piccoli gesti all’inizio da parte nostra, se loro mostrano piccoli gesti di rispetto degli impegni».
Il Libano
È previsto il cessate il fuoco in Libano sia da parte di Israele sia di Hezbollah. Ma se Hezbollah attacca, Israele avrà il diritto di difendersi. Gli americani non hanno chiesto il ritiro delle truppe israeliane dal sud del Libano e sperano nella normalizzazione dei rapporti tra Israele e Beirut: il 22 giugno al dipartimento di Stato ci saranno nuovi colloqui tra israeliani e libanesi. Gli americani vorrebbero che se ne discutesse in questa sede, anziché nei negoziati con l’Iran con il rischio di farli deragliare.
L’uranio arricchito
Questo non è un accordo finale sul programma nucleare. Vengono rimandate ai successivi negoziati le questioni più spinose in proposito, per esempio la sospensione dell’arricchimento dell’uranio: gli americani hanno chiesto che l’Iran lo sospenda per 20 anni, Trump ha suggerito che il compromesso potrebbe essere 15 anni e che la Casa Bianca accetterebbe che l’Iran conservi il diritto ad arricchire l’uranio «per scopi esclusivamente non militari, per sempre». Nell’accordo di Obama il livello massimo consentito era il 3,67%; Trump non ha voluto dire se sarebbe lo stesso. Se davvero fosse «per sempre», sarebbe un miglioramento rispetto all’accordo di Obama che aveva limiti temporali. Quanto alle riserve, Trump ha detto che non c’è fretta sul recupero dei 440 chili di uranio arricchito al 60% (livello vicino a quello utilizzabile per armi nucleari) sepolto in profondità dopo i bombardamenti americani. Trump dice che gli Stati Uniti insieme all’Iran a un certo punto diluiranno le 12 tonnellate di uranio arricchito (a vari livelli) di cui dispone l’Iran per renderle utilizzabili solo a scopi civili; ma questo resta da definire, come pure il sistema delle ispezioni.
La ricostruzione
Vance ha detto in tv che gli iraniani «potrebbero avere accesso» a 300 miliardi di dollari per la ricostruzione, «finanziati dalla coalizione del Golfo», se rispettano gli impegni. Ma secondo il Financial Times il fondo da 300 miliardi sarebbe un progetto che riguarda istituzioni private, non governi.
La regione
I rinforzi americani resteranno in Medio Oriente nei prossimi 60 giorni, ma l’accordo contempla la riduzione dei militari Usa nella regione dopo l’accordo finale.