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 2026  giugno 15 Lunedì calendario

Inventata a Roma la "Wedding Machine"

Psicologi e sociologi da anni raccontano in ponderosi best seller come l’avvento del nuovo millennio abbia portato con sé la profonda crisi del matrimonio. E le nuove generazioni sono vittime e artefici (inconsapevoli) di questo cambiamento, figlie dell’«amore liquido», diffidenti del “per sempre”. Sarà. Ma in un angolo di Roma c’è gente che addirittura arriva a fare la fila per sposarsi. Non davanti a una chiesa, né in Comune. Davanti a una macchina. Un totem bianco e rosa che spruzza romanticismo da tutti i pori. «Il nome? La chiamiamo la Wedding Machine», racconta Gaenette Raimo, 26 anni, la creatrice del totem, ora alla sua prima versione, installato al Love Bar, in via Flaminia, che promette il matrimonio più veloce d’Italia: «bastano tre minuti per dirsi “sì"». E lo racconta con l’ingenuità di chi non si aspettava di creare qualcosa in grado di attirare così tanta curiosità. Il luogo ovviamente non è casuale. A poche centinaia di metri c’è Ponte Milvio, con i suoi lucchetti. «È il simbolo romano delle promesse d’amore».
Il funzionamento è molto semplice. Ci si reca sul posto. Nota bene: non servono le fedi, ve le consegnerà direttamente il totem. Sul display compare un avatar che chiede ai due “sposini” se desiderino dare il proprio consenso a questa unione simbolica. «Sì, è simbolica precisa la creatrice Ma non per questo priva di emozione». E si procede veloci: si inseriscono i due nomi, si pagano 15 euro tramite Pos o Qr Code ed ecco che la macchina ti sputa due fedi. E un attestato. «Siete ufficialmente sposati... per gioco. E siete invitati a custodire questo certificato come ricordo di un atto romantico e un po’ folle». In appena quattordici giorni oltre mille persone si sono dette “sì” davanti alla Wedding Machine. «C’è chi lo fa per gioco, chi lo fa con più serietà il nostro obiettivo era quello di regalare un momento che fosse davvero magico» racconta Gaenette. Ricorda vagamente la follia che si potrebbe fare in una notte pazza a Las Vegas, luogo simbolo dei matrimoni improbabili e un poco improvvisati. Di quelli che potrebbero far sorgere qualche ripensamento al risveglio. Come ti è venuta un’idea così, le chiediamo. «Sono sempre stata appassionata di matrimoni. Mi ha sempre affascinato, fin da quando ero piccola, l’idea che due persone si scelgano», racconta, genuinamente emozionata. «Dopo essere stata a un matrimonio in cui ho passato ore a scattarmi foto in una cabina fotografica con il mio ragazzo e i miei amici, ho pensato: perché non creare qualcosa di simile che permetta a tutti di sposarsi? In modo veloce, quasi come ci si scatta una fotografia». Così, nel giro di pochi mesi, prende forma la Wedding Machine. E presto potrebbe arrivare anche in altre città italiane. «Il mio sogno è che le persone possano dire: mi sono sposata a Roma. Poi a Napoli. Poi a Milano. E così via, all’infinito», racconta sorridendo. Nel frattempo, di emozioni ne sta già regalando parecchie. Come a Matteo e Valentina, che per una serie di ragioni non possono ancora pronunciare il loro sì ufficiale: «Per noi già così è un enorme regalo». Ci sono coppiette di innamorati, amici che si prestano alla cerimonia per scherzo e persone più timide, che aspettano che il bar si svuoti un po’ prima di avvicinarsi al totem. Per dirsi sì per gioco. Ma anche un po’ per davvero.