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 2026  giugno 15 Lunedì calendario

Tsunami Ia sul mondo del lavoro: un occupato su quattro è a rischio

L’intelligenza artificiale promette di rivoluzionare l’economia e aumentare la produttività, ma la transizione rischia di avere un costo sociale molto elevato se non verrà governata con attenzione. È questo il quadro che emerge dall’allarme lanciato da Consumers’ Forum, secondo cui negli ultimi tre anni sarebbero andati persi nel mondo 425mila posti di lavoro per cause direttamente o indirettamente riconducibili all’IA, di cui 142mila in Europa secondo i dati raccolti dal sito ailayoffs.live.
A preoccupare è soprattutto la velocità con cui la tecnologia sta trasformando il mercato del lavoro. Come ricorda l’Organizzazione internazionale del lavoro, il 25% dell’occupazione globale rientra in professioni potenzialmente esposte all’intelligenza artificiale, una quota che sale al 34% nei Paesi ad alto reddito. In altre parole, un lavoratore su quattro opera oggi in attività che potrebbero essere profondamente modificate o, in alcuni casi, sostituite dall’automazione. Le categorie più esposte sono quelle caratterizzate da mansioni ripetitive e da contenuti digitali facilmente elaborabili dagli algoritmi: impiegati amministrativi, addetti ai call center, operatori del customer care, dipendenti di banche e poste, cassieri e traduttori.
La sfida decisiva sarà quella della formazione. Il mercato italiano dell’IA ha ormai raggiunto il valore di 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto al 2024. Parallelamente, secondo uno studio del Politecnico di Milano, nel 2025 gli annunci di lavoro che richiedono competenze legate all’intelligenza artificiale sono aumentati del 93%. È il segnale di una domanda crescente di professionalità qualificate, capaci di utilizzare e governare algoritmi e sistemi generativi. Per un Paese come l’Italia, il rischio non è solo perdere posti di lavoro, ma arrivare impreparato alla nascita delle nuove professioni ad alto valore aggiunto.
Per questo il dibattito coinvolge governi, autorità e istituzioni. La questione, richiamata più volte anche dalla premier Giorgia Meloni, dal Papa e dal governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, non è se fermare l’innovazione, ma come indirizzarla.
Consumers’ Forum sottolinea che “l’IA permette la creazione di nuovi posti di lavoro e di nuove professioni, compensando le perdite e creando nuove opportunità”. La vera partita, dunque, si giocherà sulla capacità di accompagnare il cambiamento con una strategia adeguata.