il Fatto Quotidiano, 15 giugno 2026
Bologna, torna "I diavoli", il film più censurato della Storia
“Ci sdegnano le immagini, oscenamente blasfeme oltre ogni limite di sopportabilità”. Così il mondo cattolico “scomunicava” I Diavoli (The Devils) di Ken Russell all’indomani della sua première mondiale avvenuta il 28 agosto 1971 alla 32ª Mostra del Cinema di Venezia. E fu bagarre, follia, sdegno, trionfo, tutti contro tutti: insomma, l’inferno era sbarcato al Lido, letteralmente. Con la “bolla” vaticana a sequestrare il film dai cinema, riportando il mondo a quel XVII secolo in cui si ambientava l’opera più dissacrante, mutilata e censurata della Storia del cinema. Ci sono voluti 55 anni perché il capolavoro del più sovversivo regista britannico tornasse davanti al pubblico. E, finalmente senza tagli, ma anzi nella versione originale ancora inedita voluta dal cineasta che lo revisionò nel 2004, lo vedremo approdare al 40° festival de Il Cinema Ritrovato (20-28 giugno) nel restauro in 4K della copia in 35mm in prima italiana assoluta il 22 giugno. Il recente Festival di Cannes ne ha offerto un “assaggio”, ma la “prova” del Belpaese sarà a Bologna. Ne va fiero Gian Luca Farinelli, tra i direttori artistici della kermesse nonché direttore della Cineteca di Bologna: “Un film svanito nell’oscurità, bloccato da Warner Bros anche in occasione del suo 50° anniversario nel 2021 quando si tentò di proiettarlo. La major stessa ne ha curato il restauro, lo distribuirà poi nelle sale dei Paesi anglofoni, capiremo se lo farà anche per l’Italia o si appoggerà a un distributore nazionale. La certezza resta che I Diavoli sono tornati, sono stati ‘liberati’ e per noi sarà un onore e privilegio ospitarne la prima al cinema Modernissimo”.
Ispirato al romanzo The Devils of Loudun di Aldous Huxley del 1952 e alla pièce The Devils di John Whiting del 1961, Ken Russell’s The Devils (questo il titolo dell’attuale versione per distinguerla dalle precedenti decurtate), mette in scena un caso di “cronaca” registrato nel 1634 nella cittadina francese di Loudun che vide protagonisti l’aitante, carismatico e assai libertino parroco locale, padre Grandier (uno straordinario Oliver Reed), e la madre superiora del convento delle Orsoline, suor Jeanne degli Angeli (una irriconoscibile Vanessa Redgrave), affetta da deformità fisica. Per una vendetta personale, la donna accusa Grandier di affidarsi a pratiche demoniache per penetrare nel convento e possedere sessualmente le monache, inclusa lei stessa.
Laddove è indubbia la materia “religiosamente scottante”, ciò che in realtà muove la vicenda è squisitamente politico, immerso negli intrighi del cardinal Richelieu a consolidare il potere regio-cattolico soffocando le velleità protestanti, in particolare degli ugonotti. “È il mio film più politico” aveva dichiarato Russell, commentandolo, mentre accusava le mannaie censorie di averlo privato “del suo cuore tematico, di quella spettacolare pantomima della blasfemia e dell’isteria collettiva che rappresenta la corruzione politica”.
Insomma, un’opera visionaria e corrosiva così rivoluzionaria per il suo tempo che in pochi la capirono, in pochissimi la accolsero: l’illuminato comitato di selezione veneziana di allora composto, tra gli altri, da maestri come Fellini, Rossellini e Visconti, e alcuni intellettuali, fra cui i cattolici Ermanno Olmi e il poeta-critico Giovanni Raboni, subito licenziato dal quotidiano Avvenire dove scriveva. Del resto il furore artistico espresso dal cineasta londinese scomparso nel 2011 era inequivocabile per chi voleva e sapeva riconoscerlo: l’opulenta bellezza della messa in scena – cui contribuì la scenografia dell’allora esordiente Derek Jarman –, l’originalità nelle idee di un cinema “diverso”, la capacità di parlare al presente attraverso una ricostruzione storica. “Ogni volta che lo rivedo, mi appare potente, magnifico e selvaggio esattamente come la prima volta” ha di recente commentato Guillermo Del Toro.
Il conto alla rovescia verso I Diavoli “ritrovati” è dunque iniziato. E se la sua première costituirà uno dei momenti clou del festival più importante al mondo sul cinema restaurato, le celebrazioni del suo 40° anno riserveranno ospiti e sorprese tra i 540 titoli in programma, un record assoluto. “Per un pubblico – sottolinea Farinelli – sempre più largo, internazionale e soprattutto giovane”.