il Fatto Quotidiano, 15 giugno 2026
Pino Marchionna parla della sua vita politica (e partitica)
Pino Marchionna, sindaco di Brindisi, messo di diritto, antico socialista, è per l’accoglienza. Di rovescio invece timbra per la remigrazione.
Lo sapevo che finiva così. Che sarei stato succhiato nell’apparente contraddizione.
Lei è sindaco oggi e la sua giunta è sostenuta da Futuro Nazionale, primo partito di maggioranza.
Ai miei tempi, perché qualche anno sulle spalle ce l’ho, si cambiava corrente. Oggi si cambia partito.
Tre consiglieri di Forza Italia (ma una di essi sembra già di ritorno nella casa berlusconiana, ndr) e uno di Fratelli d’Italia hanno abbracciato il generale Vannacci.
Confermo. Li ho chiamati e mi hanno detto che godo della loro massima fiducia. Sono tranquillo.
Al suo posto lo sarei di meno. Lei è stato il simbolo della cura, dell’accoglienza, della compassione, con la quale, quel 7 marzo 1991, da sindaco, affrontò una montagna di profughi.
Effettivamente ero sindaco anche allora.
Era il secolo scorso. Chiamò i concittadini alla pietà, alla solidarietà, alla compassione.
Alla generosità, alla civiltà.
Corse alla radio e lanciò un messaggio stringatissimo, meraviglioso però.
“Hanno fame e hanno freddo. Aiutiamoli”.
Cinque carrette riversarono a Brindisi, città di 80 mila abitanti, 25 mila disperati albanesi.
Poteva essere muro contro muro, battaglia, saccheggi e violenza e fu invece solidarietà.
Lei, allora col centrosinistra, è stato premiato con una medaglia al valore dalla città di Valona.
Guidavo un pentapartito.
Oggi col centrodestra.
Confermo.
Nel 2014 però è stato vice di un sindaco del Pd.
Confermo.
Marchionna, preso di diritto, è antifascista. Preso di rovescio, è amicissimo dei fascistissimi.
Perché mi sostiene il partito di Vannacci?
È il primo partito di maggioranza.
Stiamo approntando 100 posti letto, abbiamo un piano per i migranti.
Preso di rovescio è però per la remigrazione.
Mai mai mai. Conosco le cure dell’informazione: il fatto che ci sia dentro Vannacci mi varrà il titolo di quello che…
…il sindaco double face.
Guardi che ho una certa età.
E quindi?
Mi è stato detto che l’onorevole Sasso, che non conosco, verrà a Brindisi per una verifica tecnica di coerenza vannacciana.
Sasso è un noto fantuttone, portavoce del generale.
Non sa che io sono riformista dalla testa ai piedi.
Per di più colto.
Laurea in filosofia.
Esperto di pianificazione economica e amico delle buone letture.
Ho scritto dei libri con qualche soddisfazione.
È un giallista di primo livello.
Orgoglioso del NebbiaGialla, il premio che mi è stato concesso al festival di letteratura noir.
“La fiaba nera della Kucedra”. I suoi consiglieri hanno letto?
Il libro gliel’ho regalato, non so se hanno anche approfittato.
Cati piru ca ti mangiu.
Cadi pera così ti mangio.
Brindisi attende sempre che qualcuno l’aiuti.
Invece è una città che sta scoprendo energie, ha capacità e voglia di fare nonostante prima il Petrolchimico poi la centrale a carbone abbiano avuto la vita segnata. Adesso sono in gioco quasi duemila posti di lavoro, è una lama al cuore della città.
Vannacci pensa alla remigrazione.
Le ho detto che sono riformista.
Socialista e riformista.
Dalla testa ai piedi.
Non ha clientele.
Proprio no.
Marchionna preso di diritto sembra tanto una brava persona.
So che vi darete di gomito, infiocchetterete chissà quante storie con questa pattuglia di Vannacci che mi sostiene.
Chissà se il sindaco reggerà l’urto.
Sono qua, con le idee ben piantate in terra.
Ha la filosofia dalla sua parte.
Una laurea amatissima.
Non come i politici di adesso, tanti asinelli.
Parla con un 110 e lode.
Lei è troppo per Vannacci.
Verrà questo Sasso a valutare la congruità, se ho capito bene.
Ma guarda tu il mondo!
Ma io faccio la valigia in un nanosecondo. Mica devono pregarmi?
Tifo Marchionna.
L’aspetto a Brindisi, si mangia benissimo e il centro storico è un fiore ricamato sull’acqua.