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 2026  giugno 15 Lunedì calendario

Gli eredi di Dalla non vogliono che Vannacci usi "Futura"

Per presentare i programmi per cultura, musica e sport delle sue immaginate Avanguardie Futuriste, durante l’assemblea costituente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci ha scelto di far risuonare le note di “Futura” di Lucio Dalla. «Non ci è stata chiesta alcuna autorizzazione, e se quello da parte di un partito politico è sempre un uso improprio delle canzoni di Dalla, è ancora più spiacevole se avviene da chi è così lontano dal pensiero e dal mondo di Lucio», commenta Dea Melotti, cugina dell’artista bolognese e vicepresidente della Fondazione Lucio Dalla.
“Futura”, scritta nel 1979, parla di un amore sullo sfondo del Muro di Berlino, un messaggio di speranza nel domani e desiderio di unità al di là di bandiere e ciò che ci vorrebbe dividere. Quando è finita nel comizio di Vannacci, «siamo rimasti spiazzati e meravigliati, per tutelare le immagini e l’arte di Lucio non abbiamo mai consentito che di Dalla si facesse un uso in contesto politico, a prescindere dal partito – aggiunge Daniele Caracchi di Fondazione Dalla e Pressing Line, la storica casa discografica dell’artista –. Dalla è fuori da ogni ragionamento di parte, qualsiasi essa sia; credo sia la prima volta che capita questo tipo di uso e cercheremo di fare chiarezza».
Il rapporto tra partiti politici e canzoni usate nei comizi senza avere il permesso, anzi, spesso con l’esplicito dissenso, da parte degli artisti non è certo inedito. Solo negli ultimi due anni, hanno diffidato Donald Trump dall’uso della propria musica nei comizi o video di propaganda da Neil Young agli Abba, dagli eredi di Leonard Cohen a Sabrina Carpenter, dai Foo Fighters a Celine Dion, mentre Jack White ha annunciato una causa legale per la stessa ragione. Si potrebbe andare indietro fino ai litigi di Bruce Springsteen e Ronald Reagan per “Born in the USA” anche in Italia i casi sono stati vari, da Vasco Rossi che esplicitamente disse di non usare più “C’è chi dice no” nella campagna sul referendum costituzionale 2016 a Matteo Salvini, che simile diffida ricevette anche dagli eredi di Rino Gaetano. Ancora, Ludovico Einaudi contro il Movimento 5 Stelle per le sue note in uno spot contro l’Euro.
Il problema è poi che spesso le normative sui diritti d’autore permettono di eseguire i brani depositati all’interno di un contesto pubblico, quale è un comizio politico. Resta un problema di opportunità e il legittimo esprimere il proprio disappunto da parte dell’autore della canzone.