corriere.it, 15 giugno 2026
Le persone preferiscono girare a sinistra quando camminano
Quanta distanza mantengono tra di loro le persone mentre camminano? Iñaki Echeverría-Huarte, fisico applicato dell’Università di Navarra, in Spagna, ha cercato di trovare una risposta. Poi, scorrendo i dati di una quarantina di esperimenti, ha notato qualcosa di strano: la maggior parte dei partecipanti, lasciata libera di muoversi, tendeva a girare verso sinistra. La cosa non c’entrava niente con la sua ricerca, ma lo aveva incuriosito. Insieme ai colleghi ha dato per scontato che ci fosse una spiegazione banale, magari la disposizione della stanza spingeva impercettibilmente le persone a piegare da un lato. Così è iniziata quella che avrebbe dovuto essere una breve indagine.
Una tendenza solida
Cinque anni dopo il mistero è ancora irrisolto e una spiegazione chiara ancora non c’è. Ma in uno studio appena pubblicato su Nature Coomunications gli scienziati di Navarra, in collaborazione con un team dell’Università di Tokyo, hanno individuato una tendenza sorprendentemente solida: le persone girano in senso antiorario. «In linea di principio non c’è alcun motivo perché le persone preferiscano ruotare in senso antiorario», dice Iker Zuriguel, anche lui fisico a Navarra e coautore dello studio. Eppure, è esattamente quello che fanno.
La mano dominante non c’entra
In letteratura i ricercatori hanno trovato un vecchio lavoro, secondo cui chi si perde tende a vagare in modo circolare, ma non era indicato il verso. Un altro studio mostrava come, quando le persone incontrano un muro, mentre i destrimani tendono a girare a sinistra, i mancini vanno a destra. «Nel momento in cui l’abbiamo letto ci siamo detti: ok, abbiamo la risposta», ricorda Iker Zuriguel, anche lui fisico a Navarra. Per verificarlo hanno messo in piedi un nuovo esperimento: hanno diviso i partecipanti in base a come si voltavano davanti a una parete, poi li hanno fatti camminare liberamente in una piccola arena circolare. Con loro grande sorpresa, indipendentemente dalla mano dominante o da come si erano girati davanti al muro, quasi tutti sceglievano la sinistra.
Tutti gli esperimenti nella stessa direzione
Quel risultato spiazzante li ha spinti a progettare altri esperimenti, ciascuno costruito con ipotesi diverse, per un totale di 573 partecipanti. Forse il fenomeno nasceva dalla folla, come accade quando i pedoni di un marciapiede pieno di gente si dividono spontaneamente in due corsie opposte? Hanno provato a far camminare le persone da sole, una alla volta: tre su quattro hanno continuato a girare in senso antiorario. La tendenza, quindi, è individuale, come fosse un impulso biologico innato.
Forse sono le pareti a guidare il movimento? Gli scienziati hanno portato l’esperimento all’aperto, in un cortile scolastico, con un drone a riprendere dall’alto un centinaio di adolescenti liberi di vagare. Nel giro di pochi secondi, l’80% si muoveva in senso antiorario. «La tendenza emerge quasi immediatamente, non è graduale» ha commentato Echeverría-Huarte.
Forse era una questione culturale? In ogni Paese i pedoni tendono a tenersi dal lato in cui si guida, e a scansare gli ostacoli nello stesso verso. Così il gruppo, con il lavoro del team guidato dal Claudio Feliciani, scienziato svizzero-italiano, dell’Università di Tokyo, ha replicato gli esperimenti in Giappone, dove le corsie pedonali si formano a sinistra: convinti di osservare il pattern opposto. «Ma anche in questo caso i pedoni hanno girato in modo antiorario. Dai test condotti in Giappone è emerso lo stesso schema osservato in Spagna, anche tenendo conto di fattori come sesso, lateralità, piede dominante e occhio dominante.
Anche le norme culturali sono state escluse come possibile causa.
Restava un’ultima possibilità: una convenzione sociale interiorizzata dagli adulti ma non ancora dai bambini. I ricercatori hanno allora recuperato i video di un precedente studio condotto in un asilo giapponese, dove 52 bambini correvano liberamente a ritmo di musica. Anche loro, in maggioranza, si muovevano in senso antiorario.
Un interrogativo aperto
Per gli esperti del settore non si tratta di una curiosità marginale. «Non sappiamo perché accada, ma pensiamo che comprendendone le ragioni potremmo capire meglio come percepiamo il mondo», ha affermato Feliciani.
Gli esseri umani non sono l’unica specie a mostrare tale preferenza. I ricercatori di Bristol hanno dimostrato che le formiche delle rocce tendono a svoltare a sinistra quando esplorano nidi sconosciuti.
Perché si tenda a girare verso sinistra continua tuttavia a non essere compreso. I sospetti si sono concentrati sulla biomeccanica. «Nessuno di noi è perfettamente simmetrico, e il modo in cui il cervello di ogni persona raccoglie le informazioni sensoriali e le coordina con i muscoli sembra inclinarli leggermente da un lato» ha affermato Echeverría Huarte. «Devo essere sincero, però» ha aggiunto. «Abbiamo testato diverse ipotesi e la tendenza continua ostinatamente a ripresentarsi, quindi il meccanismo esatto è ancora un interrogativo aperto».
L’atletica conosce già questa tendenza
La predilizione per il senso antiorario ce la racconta lo sport, come ricorda il professor Gareth Irwin, responsabile del dipartimento di biomeccanica dello sport e dell’esercizio fisico presso la Cardiff Metropolitan University, intervistato dal Guardian. Nella prima Olimpiade moderna, nel 1896, gli atleti correvano in senso orario intorno alla pista, ma questa regola fu modificata nel 1913 perché la maggior parte degli atleti riteneva che fosse una «direzione innaturale per correre» ha affermato. E la stessa cosa vale per il pattinaggio.
Percorsi pensati ad hoc
Comprendere a pieno queste dinamiche potrebbe avere applicazioni pratiche. Se la tendenza è così radicata, i percorsi di musei, aeroporti, stazioni e piazze potrebbero essere disegnati per assecondarla, rendendo più fluido e confortevole il movimento delle persone. E lo stesso vale per i modelli di evacuazione e la dinamica delle folle.