corriere.it, 15 giugno 2026
Condannato a 4 anni per stupro il figlio della principessa di Norvegia
Dovrà scontare quattro anni di prigione, Marius Borg Hoiby, figlio della principessa di Norvegia processato a febbraio. I tre giudici che a Oslo l’avevano processato per diversi capi di accusa hanno pronunciato oggi nella stessa stanza del tribunale, la 250, il verdetto. Come era atteso.
La difesa, per voce di Petar Sekulic che ha parlato con il quotidiano norvegese VG, promette: «Ricorreremo in appello».
Il ragazzo, nato da una relazione prima delle nozze reali della principessa, è stato dichiarato colpevole per due stupri, ma altre due accuse di stupro non gli sono state attribuite. Il procuratore aveva chiesto per lui sette anni di prigione e sette mesi, mentre la difesa aveva chiesto 18mesi e adesso farà appello verso la sentenza.
Uno dei tre giudici nel processo Jon Sverdrup Efjestad ha pronunciato la sentenza e ha letto a Oslo parte delle 128 pagine del verdetto.
Marius Borg – che al momento della sentenza non era in aula ma collegato via video – nel weekend era stato ricoverato in ospedale per una crisi, mentre attendeva di sapere della madre e del suo futuro dopo il processo. Previsto per lui il trasferimento al carcere di Bærum da quello di Oslo.
Marius aveva chiesto di potersi recare in visita alla madre, dal 2018 in cura per fibrosi polmonare, dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. «Essere a Oslo in prigione e sapere che lei è così malata. È doloroso pensare che ogni volta che viene in visita la domenica penso che potrebbe essere l’ultima – ha dichiarato nei giorni scorsi il ragazzo andato a processo a febbraio per oltre 30 accuse dalla violenza allo stupro si è dichiarato innocente dalle più pesanti) -. Ritrovarsi tutti assieme in momenti come questi è davvero importante, non solo per mia madre ma per tutti noi».
Una settimana fa la famiglia reale, compreso Marius, si è radunata nella tenuta reale di Skaugum con i medici per un punto sulla salute della principessa e sul rischio di un trapianto, che date le dinamiche di queste ore potrebbe essere imminente. I medici avrebbero detto che senza un intervento alla principessa potrebbe restare solo un anno di vita.
A inizio mese, il marito di Mette Marit, l’erede al trono Haakon Magnus aveva dovuto anticipare il ritorno in patria dalla visita di stato in Giappone, dove ha incontrato l’imperatore Naruhito e l’imperatrice Masako, proprio per la salute della principessa. «Sua Altezza Reale il principe della Corona abbrevierà il suo viaggio ufficiale in Giappone di un giorno per la situazione di salute di Sua Altezza Reale la principessa della Corona», aveva annunciato il palazzo.
Le precarie condizioni di salute di Mette Marit erano apparse evidenti anche poche settimane fa, quando si è affacciata dal balcone della residenza reale di Skaugum vicino a Oslo, durante i festeggiamenti per il Constitution day – l’equivalente della festa nazionale – con cannule al naso per la respirazione.
Il principe ereditario Haakon ha anche cancellato all’ultimo minuto la sua partecipazione al Consiglio di Gabinetto del venerdì. Un impegno al quale è assiduo da sempre, in quanto parte del suo impegno istituzionale. E già martedì aveva cancellato la sua partecipazione alla partita tra Norvegia e Austria all’Ullevaal. Al suo posto erano presenti la principessa ed erede al trono Ingrid Alexandra e il principe Sverre Magnus, suo fratello.
Proprio Ingrid Alexandra è rientrata giorni fa dall’Australia, a Sydney, dove sta studiando, per l’aggravarsi della salute della madre.
«A causa della grave malattia polmonare cronica che mette a rischio la vita della Principessa Ereditaria, il Principe Ereditario adeguerà i suoi impegni futuri per poter trascorrere più tempo con la Principessa Ereditaria durante questo periodo», rende noto oggi il palazzo reale al quotidiano norvegese Aftenposten. Intanto la messa in lista d’attesa di un trapianto della principessa ha scatenato una corsa di solidarietà.