Corriere della Sera, 15 giugno 2026
Choc al convegno dei medici in Usa: espulso il dissenso
Una scena così a un congresso medico non si era mai vista e, francamente, speriamo non si ripeta mai più. Pochi giorni fa, all’annuale congresso della società americana di diabetologia (ADA) a New Orleans, Steven Kahn, professore di Medicina all’Università di Washington a Seattle e direttore della più prestigiosa rivista del settore, Diabetes Care, organo ufficiale della stessa ADA, John B. Buse, altro grande esperto internazionale e in passato presidente della stessa società scientifica, Cheryl A.M. Anderson, preside della facoltà di medicina dell’Università della California a San Diego, insieme a due altri importanti ricercatori, sono stati allontanati con la forza dagli agenti di polizia e di sicurezza locale dal centro congressi, i loro badge strappati e le loro relazioni scientifiche cancellate dal programma. La loro colpa? Aver scritto, peraltro specificando che si trattava di opinioni solo personali, un editoriale su Diabetes Care nel quale criticavano duramente i tagli alla ricerca dell’amministrazione Trump e la diffusione di notizie mediche prive di qualsiasi fondamento scientifico. Nei primi 13 mesi del nuovo mandato Trump, l’NIH (l’istituto di ricerca governativo americano più importante) ha emesso solo 84 bandi di ricerca mirati, contro 787 dell’anno precedente: una riduzione pari all’89%. Tra ottobre 2025 e febbraio 2026, il numero di finanziamenti assegnati è diminuito circa del 66% (da quasi 3.000 a meno di 1.000), con una riduzione del 54% dei finanziamenti (da 1,3 miliardi a 600 milioni di dollari). L’editoriale è un duro j’accuse che si conclude con un invito ai cittadini e alla comunità scientifica a reagire, mettendo da parte compiacenze e paure di ritorsioni politiche. Gli autori stavano distribuendo copie del loro editoriale nella hall del centro congressi quando la polizia e la sicurezza interna li hanno spinti fuori nello stupore generale. Nella ricostruzione del NYT pare che ad avvisare le autorità americane siano stati gli stessi organizzatori del congresso, preoccupati delle possibili reazioni da parte delle autorità governative.
A quale deriva etica, morale e scientifica stiamo assistendo? Dov’è finita la libertà di espressione e di critica? E, se questo non è un regime, allora che cosa è? Sono interrogativi ai quali dovremmo cercare di dare una risposta e non semplicemente voltarci dall’altra parte come se non ci riguardassero.