repubblica.it, 14 giugno 2026
L’Italia è un paese di mattinieri, ma potrebbe non essere un bene
Per anni c’è stato il mito delle allodole, da Tim Cook a Sergio Marchionne, il successo dei manager sembrava proporzionato alla sveglia mattutina. Con un certo snobismo il mondo del lavoro si è tarato attorno ai ritmi di chi rende meglio all’alba: riunioni presto, orari d’ufficio rigidi e manager che considerano un punto di forza iniziare la giornata alle 6. Gli animali notturni, viceversa, sono stati spesso vittime di pregiudizi legati alla poca produttività. Ma una nuova ricerca di Herrmann International, in collaborazione con ilCVperfetto, mostra che questi modelli non rappresentano tutta la forza lavoro. Secondo uno studio globale sui “cronotipi”, il momento della giornata in cui le persone sono più produttive cambia molto in base all’età, alla professione e alla cultura. E queste differenze potrebbero avere un impatto anche sui percorsi di carriera.
I lavoratori nel mondo
Lo studio ha analizzato oltre 1,5 milioni di lavoratori negli Stati Uniti e in Canada, insieme a dati raccolti in altri Paesi del mondo, Italia inclusa, con almeno 1.000 partecipanti per ciascun Paese. Dai risultati emerge che gli orari troppo rigidi possono favorire chi è più produttivo al mattino e penalizzare altri profili importanti per le aziende: lavoratori più giovani, chi lavora in ambiti creativi e persone che collaborano con team distribuiti su Paesi e fusi orari diversi.
L’Italia è il Paese con più persone attive al mattino
Italia: +52% di persone più attive durante il giorno e -41% di persone più produttive la sera. È il Paese con la preferenza più forte per il mattino.
Danimarca: +48% di persone più attive durante il giorno e -44% di persone più produttive la sera.
Svezia: +43% di persone più attive durante il giorno e -49% di persone più produttive la sera.
Singapore: +45% di persone più produttive la sera, il dato più alto dello studio, quasi tre volte quello della Svezia.
Filippine: +39% di persone più produttive la sera e -22% di persone più attive durante il giorno.
Francia: +31% di persone più produttive la sera rispetto alla media globale. È il dato più alto in Europa nello studio.
Spagna: contrariamente agli stereotipi, ha una quota sopra la media di persone più attive di giorno, anche se pasti e vita sociale tendono a concentrarsi più avanti nella giornata.
Per salire di ruolo bisogna diventare mattinieri?
Secondo la ricerca chi è a inizio carriera ha quasi il doppio delle probabilità di essere più produttivo nel pomeriggio o alla sera rispetto a chi ricopre ruoli di vertice. I lavoratori entry-level sono il 29% più propensi, rispetto alla media, a essere più efficienti nella seconda parte della giornata. Mentre chi occupa ruoli dirigenziali ha il 32% di probabilità in meno di appartenere alla categoria di chi rende meglio nel pomeriggio o alla sera.
I creativi animali notturni
I lavori creativi e molte professioni nel settore dei servizi mostrano la più alta presenza di persone produttive nella seconda parte della giornata: arte (+52%), istruzione (+51%), scrittura (+33%), intrattenimento (+25%), consulenza (+30%) e settore dei servizi (+22%). Nei lavori creativi le ore serali possono favorire concentrazione continua e meno interruzioni. Nel settore dei servizi, invece, turni e attività distribuite lungo tutta la giornata rendono più comune lavorare anche nel pomeriggio, la sera o di notte. Chi rende meglio al mattino resta la maggioranza In tutti i gruppi analizzati, le persone più produttive durante il giorno sono circa il doppio rispetto a quelle più produttive la sera. Chi rende meglio nella seconda parte della giornata raramente supera il 20% della popolazione, e questa tendenza compare più spesso tra lavoratori giovani e persone che operano in ambiti creativi.
La diversità dei cronotipi è legata all’età, alla cultura e al tipo di lavoro
Insomma i modelli tradizionali basati sull’orario 9-17 favoriscono chi è più produttivo al mattino, ma possono creare difficoltà ai lavoratori più giovani e a chi lavora in ambiti creativi. Piccoli cambiamenti (riunioni fissate più tardi, scadenze più flessibili o turni distribuiti in modo diverso) possono aiutare le aziende a valorizzare persone con ritmi di lavoro diversi senza stravolgere il modo in cui il lavoro viene organizzato.