repubblica.it, 14 giugno 2026
Il Pd risana i conti: “Patrimonio ai livelli del 2013”
Le casse del Pd tornano a sorridere dopo le difficoltà finanziarie degli ultimi anni. Il patrimonio netto vola a 5,5 milioni di euro con un utile di oltre 3,6 milioni.
«È un record nell’“era 2x1000”, che riporta il partito ai livelli del 2013, quando esisteva ancora il finanziamento pubblico ai partiti legato ai voti», spiega il tesoriere dem Michele Fina. Sabato la Direzione nazionale ha approvato il resoconto finanziario del 2025. Tra il sollievo e la soddisfazione dei dirigenti. Per un risultato soprattutto: dopo sette anni il partito non è più costretto a utilizzare gli ammortizzatori sociali per i dipendenti.
«Oggi il costo del personale è di 4,1 milioni di euro: ciò significa che, nonostante la riduzione concordata dell’organico, con l’accompagnamento di ogni singola lavoratrice e ogni singolo lavoratore, il Pd sostiene sostanzialmente lo stesso costo che sosteneva durante il ricorso agli ammortizzatori sociali», spiega Fina. «Ma oggi garantisce stipendi pieni ai propri dipendenti; in più abbiamo aggiornato il nostro regolamento, riducendo l’orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di retribuzione e con il congedo paritario pienamente retribuito».
Il risanamento passa da una serie di iniziative: la riscossione dei debiti (anche degli ex parlamentari morosi); il taglio di tutti i benefici per i quadri del partito; le campagne di comunicazione, tramite i territori, per rafforzare il flusso di donazioni del 2x1000. Che alla fine, nel 2025, ha premiato i dem più di ogni altro partito: «Nel 2025 la forza politica ha avuto oltre 10,5 milioni di euro, corrispondenti a più di 632 mila scelte, con un incremento del 43,88% rispetto al 2022».
La segreteria a guida Elly Schlein rivendica il merito di aver risollevato le casse in dissesto: «Spesso c’è chi cerca di rappresentare il nostro gruppo dirigente come improvvisato, invece abbiamo risolti i problemi accumulati in passato con serietà e correttezza», rimarca Fina. «Le stesse con cui ci proponiamo al governo del Paese».