repubblica.it, 14 giugno 2026
Svizzera, no alla legge per limitare la popolazione
Il Canton Lucerna, insieme a Zugo e Basilea, con il loro voto contrario, hanno evitato che passasse, in Svizzera, l’iniziativa dell’Unione Democratica di Centro che poneva un tetto di 10 milioni al numero degli abitanti, entro il 2050. Il risultato provvisorio è del 55% di No, con un margine d’errore del 3%.
Perché i 3 Cantoni menzionati sono fondamentali in questa votazione? Perché sono gli unici tedescofoni che si siano opposti all’iniziativa anti-stranieri. Avessero votato diversamente il testo sarebbe stato approvato. Il Ticino, invece, è un Cantone italofono, ma a pesare sul suo sì, poco sopra il 51%, ci sono i rapporti per tradizione conflittuali con l’Italia. Che, addirittura, risalgono all’epoca in cui Mussolini voleva farsi un boccone di quella appendice di lingua italiana, all’estremo sud della Svizzera. Problemi successivamente aggravatisi dai quasi 80 mila frontalieri che, quotidianamente, attraversano il confine. Per rubare il lavoro agli svizzeri, il leitmotiv che va di moda da anni, da Lugano in giù. A suo tempo l’Unione Democratica di Centro li dipinse come dei ratti che razzolavano nel formaggio svizzero.
Ancora una volta, a far da barriera alle mire xenofobe dell’Unione Democratica di Centro, ci hanno pensato, invece, i cantoni francofoni, dove rimangono tracce dell’illuminismo francese. Non a caso Jean-Jacques Rousseau era di Ginevra. Cosa rimane di questa domenica in cui ha prevalso il buonsenso? Rimane il Röstigraben, una barriera tra svizzeri tedeschi e svizzeri francesi che si era già manifestata nel 1992, quando l’Unione Democratica di Centro vinse la battaglia contro l’integrazione europea. Röstigraben significa barriera dei Rösti, ovvero un pasticcio di patate apprezzato dagli svizzeri tedeschi al di là del fiume Sarine, altro simbolo che, pure, divide, geograficamente le due comunità.