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 2026  giugno 14 Domenica calendario

Il bruco Swift e la mosca Beyoncé: ora Linneo si ispira a social e vip

In questo mondo bello perché vario la fantasia – quando si tratta di dare un nome alle nuove specie – ormai non ha più limiti. Oggi potremmo sederci su una panchina accanto a un millepiedi Taylor Swift oppure ritrovarci in un bosco dell’Appennino circondati da farfalle Guccini (Parnassius mnemosyne guccinii) o Giulio Regeni (Diplodoma giulioregenii), o ancora tuffarci nelle acque salentine accanto al verme marino Myxicola albertoangelai scoperto in Puglia e appena intitolato ad Alberto Angela.
Il divulgatore italiano infatti, proprio come il padre Piero (che conta almeno tre specie a lui dedicate), ora è entrato ufficialmente nei libri di biologia: curiosamente, nei testi del futuro, potrebbe ritrovarsi accanto a sempre più star del pop, calciatori e persino a Donald Trump. Questo perché, se secondo la Bibbia Adamo ebbe da Dio l’arduo compito di nominare tutti gli animali in un solo giorno, è la scienza ad aver semplificato le cose – rendendole anche più fantasiose – da quando il naturalista Carlo Linneo, a metà del Settecento, inventò il famoso metodo di nomenclatura binomia (genere e specie). Un sistema universale di classificazione che oggi permette ai tassonomi di battezzare le quasi 16mila specie che ogni anno vengono scoperte.
«Il nome lo si può dedicare a chi si vuole, alla moglie, a una passione. Io vado fiero del fatto di essere stato uno dei primi ad omaggiare il rock: la medusa che ho scoperto si chiama Phialella zappai in onore di Frank Zappa», spiega lo zoologo e tassonomo Ferdinando Boero, professore emerito della Stazione Anton Dohrn.
In un Pianeta che soffre per la perdita di biodiversità i tassonomi usano quindi la creatività «spesso per attirare l’attenzione o generare la meraviglia: è un modo per coinvolgere le persone nelle scoperte scientifiche e aumentare la consapevolezza». Ed è così che tra le alture della California un ragno che inietta veleno nelle prede è stato chiamato Angelina Jolie, mentre sui monti del Tennessee “passeggia” il millepiedi Nannaria swiftae, regalo a Taylor Swift. Nel sud Italia, invece, esiste la vespa Anaphes maradonae dedicata al Pibe de oro, mentre di recente ricercatori greci hanno puntato ancora più in alto: una nuova falena si chiama Pyralis papaleonei per papa Leone XIV.
Fra i veterani delle dediche c’è l’attore Leonardo Di Caprio che ha ormai già quattro specie che portano il suo nome: due coleotteri e due ragni. E poi esiste una mosca cavallina (Plinthina beyonceae) per Beyoncé, oppure la Aleiodes shakirae, insetto in onore di Shakira o una cicalina (Kaikaia gaga) per Lady Gaga, mentre il piccolo crostaceo Leucothoe eltoni è ispirato a Sir Elton John. Sulla Terra è presente anche l’acaro Litarachna lopezae (Jennifer Lopez) o le libellule Heteragrion freddiemercuryi (Freddie Mercury), così come il ragno californiano Harrison Ford (Calponia harrisonfordi), la vespa Brad Pitt (Conobregma bradpitti), l’artropode Johnny Depp (Kootenichela deppi), il geco Jackie Chan (Cnemaspis jackieii) e perfino il ragno Abba transversa dedicato alla band svedese capace di offrire “ore di divertimento” ai ricercatori.
Se Charles Darwin conta oltre 120 specie che portano il suo “cognome”, decine sono già quelle in onore del centenario divulgatore britannico David Attenborough o il compianto australiano Steve Irwin, come la tartaruga Elseya irwini. Greta Thunberg ha invece ispirato la minuscola rana Pristimantis gretathunbergae. A volte poi la fantasia scivola nella fantascienza: specie hanno epiteti come Star Wars o Harry Potter. In tempi di mondiali, anche il calcio ha dato il suo contributo: si va dal ragno argentino Acanthogonatus messii (Leo Messi) sino all’acaro Aceria mosalahi (Mohamed Salah). Lo stesso vale per il tennis: Roger Federer, Rafa Nadal e Novak Djokovic contano tutti specie diverse di lumache con i loro cognomi.
L’elenco degli omaggi è pressoché infinito e se in passato ci si è spinti a dare nomi perfino ai dittatori (il raro coleottero Anophthalmus hitleri e la farfallina Hypopta mussolinii), oggi lo sguardo punta a politici e reali. Ecco dunque il ragno Obama, la rana arboricola Hyloscirtus princecharlesi (Re Carlo), l’insetto Agra schwarzeneggeri e la falena Neopalpa donaldtrumpi che sembra avere lo stesso ciuffo di Donald Trump.
«In pratica – chiosa Boero – abbiamo ormai già rinominato, anche con nomi fantasiosi, quasi 2 milioni di specie: si stima però che almeno 8 milioni siano ancora da scoprire e per questo, più che andare a cercare alieni nello spazio, forse dovremmo concentrare più attenzione e risorse a individuare e difendere chi già abita questo Pianeta».