Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 13 Sabato calendario

Commerz, i sindacati contro l’operazione Unicredit

I sindacati di Commerzbank non si arrendono: ieri hanno convocato una seduta straordinaria del consiglio di azienda per formalizzare una denuncia penale contro delle presunte anomalie dell’operazione Unicredit. Una mossa disperata per scongiurare la conquista della seconda banca italiana da parte di Andrea Orcel che ormai anche i più agguerriti analisti e cronisti tedeschi danno per vinta dagli italiani. Le accuse sono forti: manipolazione dei mercati e condotta ingannevole.
Il capo del Gesamtbetriebsrat, la potente rappresentanza dei dipendenti di Commerz, Sascha Uebel, ha riferito all’Handelsblatt di un clima «furibondo» e ritiene inspiegabile che l’istituto italiano sia riuscito a conquistare, dal momento dell’offerta ufficiale di inizio di maggio, l’11,22% delle azioni dell’istituto tedesco, nonostante il prezzo offerto sia un euro e mezzo al di sotto dell’attuale valore in borsa delle azioni Commerz. I critici (e i sindacati) tendono a omettere quanto il titolo sia cresciuto da due anni a questa parte proprio grazie all’operazione italiana, ma tant’è.
«Ho il sospetto, come tanti dipendenti della banca – sostiene Uebel – che i mercati siano stati tratti in inganno. E lo scopo è quello di dare l’impressione che la conquista di Commerzbank sia già quasi avvenuta, quando non è così». Il sindacato dei servizi Ver.di ha fatto sapere che sostiene l’azione di Uebel. Unicredit ha attualmente il 26,77 % e ha comunicato ieri di essere salita di un’ulteriore 11,22% attraverso l’ops, a cui aggiungere un’ulteriore quota in derivati e altre opzioni. In totale l’esposizione potenziale si ferma poco sopra il 55%.
L’accusa dei sindacati, analoga a quella già espressa dai vertici di Commerz, è che Unicredit stia portando avanti una operazione strisciante e poco trasparente. I vertici dell’istituto tedesco infatti stanno cercando di spronare anche l’autorità di vigilanza delle banche ad agire contro gli italiani. Ma Unicredit, che respinge le accuse, è in uno scambio costante con la Bafin. Ieri ha fatto sapere che «qualsiasi insinuazione secondo cui Unicredit avrebbe volutamente confuso le categorie di informativa per gonfiare artificialmente il sostegno percepito alla propria offerta pubblica di acquisto è priva di fondamento fattuale o giuridico. Le informazioni fornite sono rese ai sensi e nel pieno rispetto dei requisiti della legge tedesca sul commercio di titoli e sulle acquisizioni». Peraltro ieri la Faz ha ricordato che Deutsche Bank ha proceduto in modo analogo a Unicredit, quando ha assorbito Postbank.