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 2026  giugno 14 Domenica calendario

Nba, James Harden arrestato per porto abusivo d’arma

Come se non bastasse la fama di «divin perdente», avvalorata pure quest’anno perché i Cleveland Cavaliers ai quali si era unito in febbraio per far compiere loro il salto di qualità sono stati «cappottati»(0-4) dai New York Knicks nella finale Est della Nba, James Harden, 36 anni, detto il «Barba», è finito in manette. Girava per il Texas, per la precisione a Houston dove ha giocato dal 2012 al 2021, all’alba del 13 giugno e ad un controllo gli agenti hanno notato in bella vista una pistola non custodita nella fondina all’interno della vettura di proprietà del cestista, nativo di Los Angeles. La legge texana prevede che un’arma possa anche essere trasportata su un veicolo, ma a condizione che sia nella sua protezione e non visibile a tutti. Se questo non si verifica, scatta la denuncia per porto d’armi illegale: è considerato un reato minore, ma è pur sempre una rogna. Harden ha potuto tornare subito libero, pagando una cauzione di appena 100 dollari. 
Ma il 22 giugno dovrà presentarsi per l’udienza in tribunale. Peraltro le conseguenze peggiori potrebbero verificarsi a livello della Nba: la lega professionistica ha norme aziendali molto rigide e dure sull’uso di armi possedute da propri giocatori; sanzioni sono previste al di là di quelle che potrebbero nascere in un’aula di giustizia.

Nel giorno della festa per il ritorno al titolo dei Knicks, 53 anni dopo la vittoria del 1973, la Nba fa dunque notizia anche per un fattaccio. E il Barba, davvero in un periodo di magra che fa scopa con il fatto che, piaccia o non piaccia, non si è dimostrato cestista in grado di far vincere (e l’età ormai lo consegna alla parte finale della carriera..), aggiunge questo episodio alle chiacchiere che lo riguardano. Spesso, infatti, ha fatto notizia per essere uno che vive la notte in modo intenso, con una certa preferenza per gli strip club. Va però precisato che la sua fedina penale è pulita e questo aspetto lo aiuterà di sicuro nell’udienza.
Diverso l’aspetto cestistico, al di là della probabile stangata della Nba. Harden, infatti, deve anche definire l’eventuale proseguimento con Cleveland. Vanta un’opzione di rinnovo da 42 milioni che va esercitata entro il 29 giugno. Ma non tutto l’importo è garantito, la parte protetta riguarda 13,3 milioni: sono sempre bei soldi. L’impressione che punterà a un rinnovo pluriennale, spalmando la cifra, anziché chiedere la prosecuzione in un solo anno. A febbraio questo esterno dal talento notevole, ma troppo spesso prigioniero di individualismi perniciosi per la squadra, è arrivato ai Cavs dai Los Angeles Clippers. Avrebbe dovuto aggiungere qualità ed esperienza a una squadra che partiva con grandi ambizioni, ma anche nella terra che fu di LeBron James (e che potrebbe di nuovo essere sua, se lascerà i Lakers per concludere la carriera proprio nei luoghi natii e dove tutto era cominciato) ha avuto più ombre che luci. 
E questo a dispetto di una media a partita di 19.2 punti e di quasi 6 assist. Cleveland nei playoff, raggiunti con il quarto posto a Est nella stagione regolare, ha piegato prima Toronto e poi ha eliminato Detroit, leader della Conference orientale. Quell’impresa sembrava potesse portarla fino alla finalissima, ma sulla strada c’erano quei Knicks che erano entrati nel momento scritto dal destino: perdere ci stava, ma rimediare una “suonata” da quattro sconfitte e zero vittorie è stato un po’ troppo.