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 2026  giugno 14 Domenica calendario

Raid Usa in Venezuela: ucciso il Niño Guerrero, boss del cartello Tren de Aragua

Nuovo blitz militare degli Stati Uniti in Venezuela, dopo quello che a gennaio ha portato alla cattura del dittatore Nicolás Maduro. A farne le spese, stavolta, è stato il boss dell’organizzazione criminale Tren de Aragua, il 43enne Héctor Guerrero Flores, alias «El Niño Guerrero» (Bambino Guerriero), ucciso in un raid aereo a inizio settimana. Ad annunciarlo è stato lo stesso Donald Trump, che incassa così un’utile vittoria sul fronte del narcotraffico, contro quella che ha definito «una delle organizzazioni terroristiche più violente al mondo».
«Sotto la mia direzione, il Comando Sud degli Stati Uniti ha eseguito un attacco cinetico rapido e letale per eliminare con successo Niño Guerrero, il famigerato leader del Treno di Aragua», ha scritto Trump su Truth Social. «Di conseguenza, i terroristi non hanno più un rifugio sicuro in Venezuela o altrove e, sotto la mia guida, troveremo questi spietati assassini e trafficanti di droga in qualsiasi momento e luogo, e li manderemo all’inferno, a cui appartengono». Il presidente ha anche postato un video di 10 secondi che mostra dall’alto un edificio circondato dal verde e poi un’esplosione, causata da un missile o una bomba, che solleva una grande nuvola di fumo. L’operazione è stata ufficialmente condotta in collaborazione con il governo venezuelano di Delcy Rodríguez, la ex vice di Maduro che dalla sua cattura guida il Paese sudamericano, sotto una sorta di tutela degli Stati Uniti. La Casa Bianca ha però assicurato che, a differenza del blitz del 3 gennaio scorso, questa volta «nessun soldato statunitense ha messo piede sul territorio del Venezuela».
Sulla testa di Héctor Guerrero Flores pendeva una taglia da 5 milioni di dollari. Conosciuto anche come «El Innombrable» o «La Gran Ceja», («L’Innominabile» o «Il Grande Sopracciglio»), alla fine dell’anno scorso era stato accusato da un tribunale federale di New York per i reati di criminalità organizzata, cospirazione terroristica e traffico di cocaina. L’Amministrazione Usa ha designato il Tren de Aragua come un’organizzazione terroristica. Nata nel carcere venezuelano di Tocorón, nello stato settentrionale di Aragua, si è presto diffusa in vari Paesi dell’America Latina, come Cile, Perù, Colombia, Messico, ma anche in Spagna e negli Stati Uniti, approfittando della diaspora degli emigranti venezuelani (circa 8 milioni di persone hanno lasciato il Paese a causa della prolungata crisi politico-economica e sociale).
Il Bambino Guerriero dirigeva le attività dal carcere come un franchising, riscuotendo dalle «filiali» locali una commissione sulle loro attività. Da qui il nome di Tren de Aragua: nel gergo criminale venezuelano, «treno» definisce una banda con più filiali («carros») di oltre 100 uomini. Attualmente, l’organizzazione conterebbe su una rete di circa 5.000 membri armati e coordinati gerarchicamente. Si occupa di estorsione, traffico di esseri umani, traffico di droga, sicariato, riciclaggio di denaro e contrabbando di migranti.
Evaso nel 2012, Héctor Guerrero Flores venne ri-arrestato l’anno seguente e nel 2018 fu condannato a 17 anni di carcere, ma fuggì di nuovo nel 2023 e da allora era latitante. In prigione, con la connivenza di alti funzionari del regime, viveva nel lusso: occupava un intero piano, per sé e le sue guardie del corpo, con piscina, discoteca e frequenti visite dall’esterno.