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 2026  giugno 14 Domenica calendario

Trump ferma Anthropic. Sospesi i nuovi modelli di IA

Tre giorni. Tanto è durata, almeno per ora, la vita pubblica dei nuovi modelli di intelligenza artificiale di Anthropic. Il governo degli Stati Uniti ha imposto alla società di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per «qualsiasi cittadino straniero», dentro e fuori gli Usa. Una formulazione molto ampia, che comprende anche i dipendenti non americani della stessa Anthropic. Il risultato è stato più drastico dell’ordine esercitato attraverso un «export control» deciso dal segretario al Commercio Howard Lutnick. La società dei fratelli italo-americani Dario e Daniela Amodei, non potendo distinguere in modo sicuro chi può usare i due modelli e chi no, ha deciso di spegnerli per tutti i clienti. Gli altri modelli del chatbot Claude restano attivi, ma Fable 5 e Mythos 5 sono stati di fatto congelati.
La direttiva sarebbe partita da Washington dopo la segnalazione del manager di un’altra azienda. Secondo il Wall Street Journal, si tratterebbe di Andy Jassy, numero uno di Amazon, che avrebbe paventato un possibile aggiramento dei sistemi di protezione. Quello che viene chiamato «jailbreak», una tecnica per far eseguire a un’AI cose che i filtri dovrebbero bloccare.
I due modelli sono parte di nuova classe di AI di Anthropic, chiamata «Mythos», superiore alla precedente famiglia Opus. Il punto delicato è il settore della cyber-difesa: un’intelligenza artificiale molto bravo a trovare falle informatiche può aiutare i difensori, ma anche gli attaccanti. Mythos 5 è la versione con pochi limiti del modello, pensata per un numero ristretto di aziende, infrastrutture critiche e organizzazioni impegnate nella difesa informatica. Fable 5, invece, è la variante appena messa a disposizione del pubblico, dopo che Anthropic aveva imposto protezioni più rigide su ambiti sensibili come vulnerabilità software, biologia e chimica.
L’azienda guidata da Amodei contesta il provvedimento e sostiene di aver ricevuto solo elementi «verbali» su un possibile «jailbreak ristretto», non universale, e afferma che il comportamento mostrato dal modello riguarderebbe vulnerabilità minori, già note e individuabili anche da altri sistemi disponibili pubblicamente. Nella nota della società c’è un passaggio più duro e dal taglio politico: «Se questo standard fosse applicato a tutto il settore, il risultato sarebbe bloccare quasi ogni nuovo rilascio dei modelli più avanzati», si legge. Parliamo di un’azienda che non ha esitato nel recente passato a dire no al Pentagono e che ha chiesto più volte, per voce dello stesso ceo Amodei, controlli pubblici sui modelli di frontiera. Controlli in cui veniva inclusa la possibilità per il governo di fermare un rilascio ad alto rischio, ma sempre dentro una procedura trasparente, con criteri chiari e valutazioni tecniche verificabili. Una procedura che in questo caso, secondo la società, non c’è stata.
L’invervento di Washington per limitare soluzioni software ritenute strategiche non è un unicum nella storia. Era successo, ad esempio, negli anni Ottanta e Novanta con la cosiddetta crittografia forte. E più di recente col giro di vite contro la cinese Huawei. Ma è la prima volta che l’amministrazione interviene su una singola AI, trattata alla stregua di tecnologia militare.
La vicenda espone le dipendenze dell’Europa sul tema. L’utilizzo di Mythos era appena stato esteso all’Enisa, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza. E anche la Bce e le principali banche continentali avevano acceso un faro sul tema. La Commissione Europea «sta valutando la questione – dice un portavoce di Bruxelles – e presenterà un piano d’azione globale sulla sicurezza informatica e l’AI. Ciò sottolinea ulteriormente la necessità per l’Europa di raggiungere la sovranità tecnologica e dimostra inoltre l’importanza della nostra legislazione su questi temi».
Per Anthropic, al di là dello stop (vedremo quanto breve), è un altro passaggio sotto i riflettori globali, in vista della maxi-quotazione a Wall Street prevista entro fine anno.