Corriere della Sera, 13 giugno 2026
Occupazione record, tasso al 62,7%. Nel trimestre creati 67 mila posti
Cresce l’occupazione ma la ricchezza del Paese fatica a tenere il passo. I dati Istat segnalano nel primo trimestre un mercato del lavoro con un numero di occupati record (in totale 24,2 milioni, con 67mila nuovi posti nel primo trimestre dell’anno rispetto al trimestre precedente), nel frattempo Bankitalia rivede le stime di crescita del Prodotto interno lordo per il 2027. L’anno prossimo la previsione è di un +0,4% (rispetto alla precedente indicazione di +0,5%), per il 2026 gli economisti di Bankitalia si aspettano una conferma di quanto indicato nei mesi scorsi, con un aumento della ricchezza prodotta nel Paese dello 0,5%. «La crescita rimarrà contenuta sia quest’anno sia il prossimo, per tornare a rafforzarsi nel 2028», quando, segnalano da Palazzo Koch, dovrebbe raggiungere +0,9%. A pesare nel breve termine sarà l’indebolimento della domanda interna, rallentata dal rincaro dell’energia e dall’incertezza innescata dall’attuale scenario geopolitico.
Non a caso, l’analisi di Bankitalia prefigura ed esamina due ulteriori ipotesi, la prima con un contesto «avverso» e l’altra con uno «severo», a fare la differenza sarà l’eventuale accelerazione del prezzo dell’energia, petrolio e gas. In caso di escalation, con il prezzo del greggio superiore del 60% rispetto alle stime dello scenario macroeconomico di base, il Paese finirebbe in recessione. «A questi incrementi si accompagnerebbero un ulteriore aumento dell’incertezza e un forte indebolimento degli scambi internazionali», constata Bankitalia, confermando che la crescita del Pil risulterebbe inferiore di circa 0,4 punti percentuali nel 2026, di quasi 1,5 punti nel prossimo anno e di oltre mezzo punto nel 2028. Tradotto vuol dire che con una brusca accelerazione dei beni energetici (lo scenario «severo» descritto da Bankitalia) il Pil risulterebbe negativo nel 2027 (+0,1% questo anno, -1% nel 2027 e +0,3% nel 2028). Le previsioni dell’Istituto centrale si soffermano anche sul caro vita: la stima è che i prezzi al consumo aumentino del 3,1% nella media del 2026, in rialzo rispetto alle precedenti stime di +2,6%. Nelle proiezioni di Bankitalia l’inflazione del prossimo biennio segnerà +2% nel 2027 e +1,9% l’anno seguente. L’avvertenza è che «l’incertezza su queste proiezioni resta elevata».
Segnali meno allarmati arrivano dal mercato del lavoro, con un bilancio dell’ultimo anno che registra una crescita degli occupati di 50 mila unità, un calo dei disoccupati (sono 394 mila in meno) e, d’altra parte, un aumento di coloro che un lavoro non lo hanno e neanche lo cercano, che sono 12,5 milioni (in aumento di 320 mila unità). Le cifre emergono dai dati di Istat sul mercato del lavoro nel primo trimestre del 2026, con la conferma che il tasso di occupazione continua a crescere (è al 62,7%), toccando il livello più elevato dal 2004. Un ulteriore primato riguarda la disoccupazione scesa al 5,3%, mentre il tasso di inattività risale al 33,7%, tornando al livello del primo trimestre 2023. Continua il progresso del Sud, dove il tasso di occupazione si attesta al 50%.