Il Messaggero, 12 giugno 2026
Tim incassa un miliardo di euro: lo Stato ha rimborsato il canone
Tim passa alla cassa e riceve dallo Stato un rimborso di oltre un miliardo di euro per il canone concessorio del 1998. Si conclude così definitivamente una vicenda giudiziaria durata 27 anni. A dicembre la Corte di Cassazione aveva dato ragione alla compagnia, ordinando al governo di risarcirla dopo aver rigettato il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei Ministri e confermato la decisione della Corte d’Appello di Roma dell’aprile 2024. Al centro del contenzioso, i 528,7 milioni di euro versati da Tim a seguito della liberalizzazione del settore. Allora, era il 1998, il contributo obbligatorio per gli operatori di tlc era stato calcolato sulla base del fatturato. Telecom Italia pagò 385,9 milioni e Telecom Italia Mobile altri 142,8 milioni. Tra rivalutazione e interessi maturati, l’importo che lo Stato ha restituito ieri a Tim supera di poco, come detto, il miliardo di euro. «Come già comunicato al mercato in occasione della pubblicazione dei risultati preconsuntivi al 31 dicembre 2025, il relativo provento, di natura non ricorrente, è stato interamente contabilizzato nel 2025», ha spiegato Tim in una nota.
L’IMPATTO
«L’incasso prosegue la nota determina invece un effetto netto positivo sulla posizione finanziaria dell’esercizio in corso, già incluso nella guidance finanziaria per il 2026, di poco inferiore a 1 miliardo di euro». È anche grazie alla maggior flessibilità finanziaria che deriva dal rimborso del canone che Tim è stata in grado di concretizzare il progetto di riacquisto e annullamento delle azioni di risparmio, uno strumento ormai in disuso. Operazione completata lo scorso mese, con la conversione obbligatoria delle azioni di risparmio di Tim per le quali non era stata esercitata precedentemente la conversione facoltativa, pari a 393.491.261 azioni. E ancora. Da lunedì Tim procederà al raggruppamento azionario. Dal 15 giugno le 21.357.258.195 azioni ordinarie Tim esistenti, prive dell’indicazione espressa del valore nominale, saranno raggruppate in 2.135.725.819 azioni ordinarie Tim di nuova emissione, anch’esse prive dell’indicazione espressa del valore nominale. Le nuove azioni, frutto di un raggruppamento nel rapporto di 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni ordinarie esistenti, avranno le stesse caratteristiche delle azioni ordinarie esistenti.