repubblica.it, 12 giugno 2026
Corea del Sud, l’ex presidente inviò droni al Nord per creare il pretesto per la legge marziale
A gennaio di quest’anno era stato condannato a 5 anni per intralcio alla giustizia, poi saliti a 7 in appello ad aprile. A febbraio era arrivata la sentenza più dura: condannato all’ergastolo per “insurrezione” per aver tentato di imporre la legge marziale e aver inviato l’esercito in Parlamento. Ora per l’ex presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol è arrivata un’ulteriore condanna: 30 anni di carcere per aver ordinato l’invio di droni militari in Corea del Nord nell’ottobre 2024 con l’intento di provocare Pyongyang e creare un pretesto per dichiarare la legge marziale, cosa che poi fece il 3 dicembre di quell’anno.
L’ex leader conservatore Yoon sconvolse la Corea del Sud dichiarando la legge marziale per contrastare quelle che definì le “forze anti-statali”, mandando poi l’esercito in Parlamento per impedire ai deputati di riunirsi. Nella notte tra il 3 e il 4 dicembre del 2024 alla fine i deputati riuscirono a bocciare il decreto (migliaia di cittadini si precipitarono all’Assemblea Nazionale tentando di bloccare le truppe che volevano occupare l’edificio dando così ai parlamentari il tempo di riunirsi e votare), costringendo Yoon, quasi all’alba, al passo indietro dopo sei ore di follia. Yoon venne messe in stato d’accusa e poi lo scorso anno venne destituito dalla carica di Capo dello Stato. Da allora ha dovuto affrontare una serie di accuse penali in otto processi distinti. Yoon, attualmente in carcere, potrà presentare ricorso contro la sentenza del tribunale di primo grado emessa oggi. L’ex presidente ha già presentato ricorso contro le precedenti sentenze a suo carico.
Oggi i tre giudici del Tribunale distrettuale centrale di Seul hanno stabilito che Yoon (accusato di favore al nemico e abuso di potere) e i suoi collaboratori avevano dato l’ordine di inviare dei droni oltre il confine inter-coreano con l’obiettivo di alimentare le tensioni con la Corea del Nord, tensioni che Yoon avrebbe poi potuto utilizzare per giustificare la dichiarazione della legge marziale. Assieme a Yoon sono stati condannati anche due dei suoi complici nell’operazione-droni: l’ex ministro della Difesa, Kim Yong-hyun, condannato a 30 anni; e l’ex comandante del controspionaggio, il tenente generale Yeo In-hyong, condannato a 15 anni. I legali di Yoon hanno sostenuto che l’impiego dei droni costituisse un’operazione militare legittima in risposta al lancio, da parte della Corea del Nord nel 2024, di palloni aerostatici carichi di rifiuti verso la Corea del Sud.