repubblica.it, 12 giugno 2026
El Niño è arrivato, nuove linee guida dall’Oms contro le ondate di calore
“I sistemi sanitari devono prepararsi a possibili aumenti di malattie legate all’acqua contaminata mentre sarà necessario rafforzare i sistemi di allerta precoce per ondate di calore, alluvioni e altri effetti estremi”. Il mondo si sta preparando all’arrivo di El Niño, il fenomeno naturale regolatore del clima mondiale, ma che quest’anno preoccupa gli scienziati perché troverà un Pianeta già più caldo a causa del cambiamento climatico.
Cosa accadrà? L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha intanto presentato le nuove linee guida per i governi per proteggere le persone dal caldo estremo, una priorità visti i rischi per la salute correlati all’aumento delle temperature. E fornisce anche un elenco dei gruppi più a rischio e includono anziani, bambini, operatori all’aperto, atleti e sportivi, raccomandando a tutti di non partecipare alle riunioni pubbliche nelle ore più calde. E non è un caso che entro la fine di quest’anno, l’Unione Europea prevede di adottare un nuovo quadro per la resilienza climatica in tutti i settori, compresa la sanità.
Il lancio dei “Piani d’Azione caldo-salute” è avvenuto mentre la National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti ha dichiarato l’11 giugno che El Niño si è sviluppato nel Pacifico tropicale avvisando che “si prevede intensificarsi a un livello moderato o forte questo autunno”. Non solo. Gli scienziati hanno avvertito che El Niño potrebbe alimentare estremi meteorologici “senza precedenti” nei prossimi mesi, inclusi gravi incendi e siccità. Le raccomandazioni aggiornate sono pensate per l’Europa, il continente che secondo gli scienziati si sta riscaldando più rapidamente ma possono essere adattati a livello globale. In effetti nei giorni scorsiil Copernicus Climate Change Service europeo ha annunciato che maggio 2026 è stato il secondo maggio più caldo mai registrato a livello globale, sia su terra che in mare.
Gli analisti europei hanno anche osservato che questa volta il passaggio al caldo estremo è stato molto rapido e “probabilmente ha aumentato gli impatti sulle popolazioni, lasciando poco tempo alle persone o alle colture e agli ecosistemi durante la stagione di crescita per acclimatarsi a temperature molto più elevate”. In effetti, in quasi tutti i paesi monitorati si è passati, nel giro di poco tempo, da giornate più fresche della media a una delle ondate di caldo più intense mai osservate così presto nell’Europa occidentale. Numerosi record di temperatura sono stati battuti a maggio sia in Francia che, Regno Unito, Irlanda e Portogallo.
In un comunicato, Hans Henri Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa, ha dichiarato che negli ultimi quattro anni il caldo ha causato più di 200 mila vittime in 32 paesi europei. Ha aggiunto che la maggior parte di queste morti era “completamente prevenibile” e rappresenta “solo la punta dell’iceberg”, con milioni di persone in più colpite fisicamente e mentalmente dagli effetti del caldo estremo. “Azioni individuali, come evitare di stare all’aperto nelle ore centrali della giornata, mantenere le nostre case fresche e il corpo idratato, possono fare una grande differenza per proteggerci, ma non sono sufficienti per combattere una crisi sistemica” ha dichiarato ancora Kluge “abbiamo bisogno di una risposta coordinata, potente e istituzionale”. Sottolineando l’importanza di fornireallerte precoci mirando all’aiuto ai gruppi vulnerabili e adottando misure di prevenzione a lungo termine in famiglie e edifici, specialmente nelle città, che spesso sono più calde rispetto alle aree rurali.
Nelle linee guida, l’Oms avvisa anche che “il caldo può scatenare stanchezza e colpo di calore, e aggravare condizioni mediche esistenti, tra cui il diabete e malattie cardiovascolari, respiratorie e cerebrovascolari, oltre a interrompere il sonno e aggravare le condizioni di salute mentale”. Gli autori delle linee guida non propongono un uso più ampio dell’aria condizionata come soluzione non solo perché non è sostenibile dal punto di vista energetico, ma anche perché spesso è inaccessibile per chi ha redditi bassi. “E poi contribuisce sia all’effetto isola di calore urbana sia al cambiamento climatico, peggiorando così le esposizioni al calore nel medio e lungo termine”, si legge nel foglio informativo.
Nella prefazione alla nuova guidadell’OMS, Wopke Hoekstra, Commissario Europeo per il Clima, le Emissioni Nette Zero e la Crescita Pulita, ha scritto che il caldo estremo è responsabile di circa il 95% di tutti i decessi legati al clima in Europa, mina la produttività del lavoro e rischia di sovraccaricare gli ospedali. Ha osservato che investire nella riduzione delle emissioni è molto più economico che pagare per i danni climatici. “Eppure, mentre spingiamo per la riduzione delle emissioni, dobbiamo prepararci a tempi più difficili. Rafforzare la resilienza climatica dell’Europa, proteggendo sia il benessere che le economie. Tutto questo non è negoziabile”.