repubblica.it, 12 giugno 2026
Appalti Anas, Denis Verdini rinviato a giudizio: il figlio Tommaso patteggia
Denis Verdini è stato rinviato a giudizio, mentre il figlio Tommaso ha patteggiato la pena nell’inchiesta romana sulle commesse Anas. Da un lato c’erano gli imprenditori che bramavano gli appalti e dall’altro i funzionari della società delle strade che ambivano a posizioni apicali. E al centro la Inver, la società di Fabio Pileri e Tommaso Verdini, che agiva sotto lo sguardo vigile del padre, l’ex parlamentare berlusconiano Denis Verdini, il suocero del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.
Una vicenda emersa con un’indagine che nel dicembre 2023 – a Roma – ha rivelato un sistema di corruzione che oggi ha portato Tommaso Verdini a patteggiare una pena di 2 anni e 10 mesi (in continuazione con un precedente patteggiamento) e al rinvio a giudizio per il padre Denis e di altri manager. Un dirigente di Anas è stato condannato, con rito abbreviato, a scontare 1 anno e 4 mesi di carcere per corruzione impropria ed è stato assolto dal reato di turbativa d’asta.
Secondo i pm “come contropartita della messa a disposizione delle loro funzioni” alcuni indagati “accettavano la promessa di utilità da parte di Denis Verdini e del figlio consistite nel loro intervento e raccomandazioni in sedi politiche e istituzionali per la conferma in posizioni apicali di Anas o comunque la ricollocazione in ruoli apicali ben remunerati di organismi di diritto pubblico”.
Anche in questo procedimento Anas è parte civile, assistita dagli avvocati Giorgio Perroni e Bruno Andò. “Siamo soddisfatti della pronuncia di assoluzione intervenuta per il reato di turbativa d’asta – commentano i difensori di Petruzzelli, gli avvocati Gianluca Tognozzi e Nunzia De Ceglie – In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, confidiamo di chiarire la contestazione di corruzione impropria davanti la corte di appello”. Il processo per Verdini inizierà il prossimo 16 settembre.
Quando l’indagine era scoppiata, Denis Verdini era finito ai domiciliari. Nell’ordinanza di custodia cautelare veniva descritto come un uomo “in grado di far valere il suo peso politico sui referenti pubblici di Anas e di attivarsi, al contempo, per garantire a questi ultimi, con reciproca soddisfazione, utilità in termini di adeguati riposizionamenti o nuove collocazioni lavorative in concomitanza con lo spoil system attuato con il cambio del governo”.
Nel luglio 2022 la Guardia di Finanza aveva anche bussato alla porta di Tommaso Verdini e degli altri indagati e per qualche tempo il sistema corruttivo si era fermato. Poi era ripartito. Perché gli imprenditori, nonostante fossero venuti a conoscenza delle indagini e si erano allontanati dai Verdini, di colpo avevano cambiato idea. Alcuni indagati ne parlavano al telefono: “Guarda caso stasera è arrivato l’invito a cena… guarda caso arrivano dopo che Salvini si è insediato, Eh! Che tempistica ragazzi! vergognoso!”.