Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 12 Venerdì calendario

Venezia-Croazia, torna l’idrovolante. “Come negli anni Trenta”

Dopo un secolo gli idrovolanti tornano a volare su Venezia e a collegare le due sponde dell’Adriatico, tra Italia e Croazia. Il primo decollo è fissato per domani pomeriggio dal Lido: l’aeroporto Giovanni Nicelli festeggia così i cent’anni di quello che è stato il primo scalo commerciale nel nostro Paese. Anche la rotta scelta per riaprire il traffico aereo, che nel 1926 segnò il debutto dei voli di linea nazionali collegando Venezia a Vienna, affonda le radici nella storia: l’idrovolante Cessna 206 in assetto anfibio, l’unico in Italia abilitato oggi ai voli commerciali, raggiungerà l’isola di Lussino. Stessa rotta, in mare, per la regata velica europea “L’ammiraglia”, partita giovedì notte. Ai comandi dell’idrovolante “Adriatico”, dell’ingegnere milanese Dario Zamuner e in esercizio alla compagnia aerea Aelia di Bologna, ci sarà il pilota Sandro Castelnovo. Con lui a bordo, i fratelli Ivano e Astellio Boscolo Bielo, imprenditori di Chioggia con vasti interessi in laguna e a Venezia. Un secolo fa i pionieristici collegamenti tra le due sponde dell’Adriatico, possibili solo con decolli e atterraggi su specchi d’acqua, erano assicurati dalla Sisa: la Società italiana di servizi aerei, fondata proprio a Lussino dai fratelli Cosulich, fu assorbita nel 1934 dalla compagnia Ala Littoria, imposta da Mussolini.
Il ritorno di un volo tra Venezia e Lussinpiccolo è sostenuto dal restaurato aeroporto Nicelli, nella lista dei dieci scali più belli del mondo: grazie alla sua architettura anni Trenta mira ora a ripristinare i fasti di inizio Novecento, quando i grandi alberghi dell’ex Serenissima erano la meta turistica più elegante dell’aristocrazia europea. Domani il decollo dalla pista in erba del Lido è previsto alle 15.30: attorno alle 16.45 l’atterraggio a Lussinpiccolo dopo 110 miglia e un passaggio sopra Rovigno, destinazione fissa delle prime rotte adriatiche. L’idrovolante anfibio atterrerà vicino alla casa natale dell’ammiraglio e velista Agostino Straulino, già comandante dell’Amerigo Vespucci e oro olimpico a Helsinki nel 1952.
Non c’è solo un incrocio di rievocazioni storiche e di superati conflitti bellici, dietro il ritorno del volo Venezia-Lussino. «La laguna – dice Vittorio Baroni, fondatore di Europa Adriatica Nordest e ideatore del progetto-centenario – è stata culla della prima squadriglia di idrovolanti al mondo. La San Marco era basata nell’Arsenale, l’idroscalo a Sant’Andrea: da lì decollò la prima linea aerea Venezia-Torino, con scalo fluviale sul Po, a Pavia». Fino al 1919, dopo il crollo dell’impero asburgico, tra i suoi piloti ha operato anche il maggiore Gabriele d’Annunzio: poeta e vate del fascismo, fu il protagonista delle provocazioni aree irredentiste a Vienna e a Fiume.
Al Nicelli però si guarda oggi solo al futuro, forti della scelta di rilanciare gli scali secondari e i voli di linea regionali, a partire da Roma Urbe. A puntare sui terminal Ram, per unire con voli leggerissimi i piccoli aeroporti locali, i vertici nazionali dell’Enac. Risultato: da aprile a Venezia sono già operativi i voli turistici sopra la città, con il Cessna 206 impegnato a sorvolare laguna, isole e bacino di San Marco. «Per 480 euro – dice il pilota Giovanni Milone – fino a quattro passeggeri possono guardare dal cielo uno degli scenari più straordinari del pianeta. Appena saranno pronti l’idroscalo lungo il canale Santo Spirito e quello a Sant’Andrea, i clienti potranno decollare e ammarare direttamente dall’arcipelago». I primi test hanno moltiplicato gli appetiti degli operatori turistici che mirano al lusso internazionale. Tra questi anche il magnate turco Selim Uyar, proprietario dell’isola di San Clemente e di uno degli hotel più esclusivi del pianeta: assieme ad altri albergatori lagunari offre già ai clienti il servizio taxi in idrovolante, comprese le gite sulle isole della Croazia, estese a Spalato e Dubrovnik. «La domanda – dice Raffaele Ambruoso, amministratore delegato del Nicelli – supera l’offerta. Il volo Venezia-Lussino, per due passeggeri, costa 3 mila euro: presto potranno però essere trasportate fino a quattro persone con cento chili di bagaglio. Per il turismo di fascia alta è una cifra competitiva: tra le destinazioni in programma dal Lido anche Grado, Trieste, Portorose, Pola, Zara e Cattaro. L’aeronautica Tecnam di Capua è pronta a fornire un nuovo idrovolante bielica per otto passeggeri: il taglio dei costi apre l’Adriatico a una mobilità turistica veloce che da Venezia spazia tra la Slovenia e l’Albania».
Più a corto raggio la valutazione dei fratelli Boscolo Bielo, proprietari anche di due hotel a Chioggia, terminal crocieristico dopo il parziale stop alle grandi navi nel bacino di San Marco e lo sconvolgimento ambientale innescato dal Mose in laguna. «Per milioni di stranieri – dice Ivano Boscolo – siamo ormai un’estensione del centro storico veneziano. I collegamenti via mare restano però troppo lenti e sono sempre più intasati: specie i clienti business chiedono l’idrovolante e dopo l’ingresso nella Ue guardano anche alla Croazia, con andata e ritorno in giornata. Quello di sabato, dopo un secolo, per noi sarà un test imprenditoriale». Già nel 1914 l’hotel Excelsior del Lido prometteva alla nobiltà continentale “il volo su due idrovolanti fino alla terrazza”. La Prima guerra mondiale sospese il miraggio: mai ripreso nonostante l’ossessione del fascismo per la gloria nazionale, lo storico primo incontro Mussolini-Hitler al Lido nel 1934, seguito dalla nascita della Biennale del Cinema. Guerre e follie tra lampi di bellezza e dolce vita: non sembra un caso se dopo un secolo, senza più una frontiera da superare, un idrovolante ripercorre la rotta Venezia-Lussino. Gli obiettivi non sono bellici, niente servizio postale a bordo. A dominare oggi è il turismo: la vittima minaccia di essere l’ecosistema del pianeta.