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 2026  giugno 12 Venerdì calendario

Ue, la lite continua tra Von der Leyen e Kallas.

La lite costante e ormai di durata quasi biennale tra la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue, Kaja Kallas, si gioca anche a colpi di messaggi trasversali. Questa volta Palazzo Berlaymont punta alto e minaccia addirittura di “smembrare” il Seae, ossia il “ministero degli Esteri” dell’Unione. Sul Financial Times viene riportato infatti un documento, attribuito al governo francese, che suggerisce la drastica riduzione dei poteri assegnati all’Alto Rappresentante, soprattutto in relazione alle oltre 140 delegazioni (ossia le “ambasciate” dell’Unione). Sostanzialmente le competenze del Seae, che conta su un budget di un miliardo di euro, verrebbero redistribuite alla Commissione e ai governi nazionali perché il suo ruolo viene definito “disfunzionale” rispetto alle attuali crisi geopolitiche.
Questa bozza di riforma, però, sembra essere l’ennesima puntura di spillo messa a punto da Palazzo Berlaymont. L’ultimo braccio di ferro si sta consumando sulla nomina del nuovo capo della delegazione in Messico. Posizione diventata rilevante rispetto al passato per i nuovi accordi commerciali con il paese sudamericano. Kallas vorrebbe scegliere una componente del suo gabinetto, come lei di nazionalità estone, sostituendo l’attuale capo della delegazione di cittadinanza portoghese. In effetti questa indicazione ha provocato l’irritazione di diversi governi nazionali, a partire dalla Francia e dall’Italia, e della stessa presidenza della Commissione. Situazione che sta provocando non poche vischiosità nelle relazioni con il Seae. E giusto per capire il tenore dei rapporti con von der Leyen, sulla facciata della sede Servizio esteri europeo che si trova esattamente di fronte a Palazzo Berlymont, da qualche settimana è comparsa una gigantesca scritta: “Reliable”, ossia affidabile. E i più maliziosi sostengono che sia un messaggio polemico a Ursula.
Ma la riforma minacciata al momento appare irrealizzabile. Per tre motivi. Il primo è che nessuna capitale ha intenzione di aumentare i poter di von der Leyen. Anzi, il tentativo è l’esatto contrario e la presidente della Commissione viene accusata di un eccesso di centralizzazione. In secondo luogo con difficoltà si potrebbe dar vita al cambiamento senza toccare i Trattati europei che vanno modificati con un voto all’unanimità. Infine si creerebbe una spaccatura politica con i paesi baltici, in prima linea nel confronto con la Russia. Una frattura che, fino a quando sarà in corso la guerra in Ucraina, si presenta impraticabile o sconsigliata.