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 2026  giugno 12 Venerdì calendario

Salis: «Resterò sindaca di Genova per altri quattro anni»

«Sono sicura che non cambierò mai idea, questo è il mandato che mi hanno dato in questa città e lo porterò avanti nei cinque anni che mi aspettano». Forse non è proprio la fine di un sogno di metà primavera (quello di partecipare alle eventuali primarie del centrosinistra) perché Silvia Salis lo aveva già detto. Ma ora, dopo interviste sibilline e aggiustamenti dialettico-strategici, i toni si sono fatti netti, quasi definitivi.
Sindaca di Genova è e sindaca rimarrà per altri quattro anni. E lo ripete, nel corso della conferenza stampa monstre (quasi tre ore) organizzata per tirare un bilancio dei primi dodici mesi di governo della città strappata al centrodestra, anche a chi maliziosamente le fa osservare che pure il predecessore Marco Bucci per mesi negò di lasciare Palazzo Tursi per la candidatura a governatore, come poi avvenne di punto in bianco.
L’incontro con la stampa avrebbe dovuto, nelle intenzioni, essere dedicato solo ai temi strettamente genovesi, come da richiesta inusuale ai giornalisti invitati. E per larga parte di quelli si è parlato, dai problemi del porto alla gestione del Palasport fino al nuovo assetto a misura di pedone di via XX Settembre. Ma era inevitabile che arrivassero anche domande sul ruolo che Salis, al centro delle attenzioni della politica e degli osservatori fin dalla sua elezione, può eventualmente giocare a livello nazionale. Dalle reazione alla prima domanda ad hoc, si è capito che la sindaca vive questi riflettori puntati addosso con una certa tensione.
«Credo che l’attenzione su Genova sia comunque positiva ma certamente questo ha anche dei risvolti negativi perché c’è una pressione ovviamente quando sei attenzionato ed è anche normale che ci sia se hai dei progetti ambiziosi e se arrivi in una città dopo 8 anni di centrodestra e dopo 10 anni di destra in Regione». E poi, più nello specifico Salis ha osservato: «Nessun sindaco è mai stato ispezionato dalla testa ai piedi come è capitato a me. Mi si giudica per come mi vesto, dove vado a mangiare, chi incontro...». Un fardello pesante per chi fino a poco più di un anno fa non faceva politica, ma è l’altra faccia di un’attenzione su Genova che comunque la sindaca rivendica con orgoglio. E cita aumento di presenze turistiche, articoli di giornali internazionali, incremento degli ingressi nei musei, risonanza di eventi musicali in piazza.
Poi, però, ci sono anche i problemi, su cui Salis non lesina stoccate a chi governa il Paese. Sulla sicurezza, per esempio, ricorda le carenze di organico non colmate delle forze dell’ordine. «Si chiedono risposte al Comune che riguardano altre istituzioni. Abbiamo rivolto richieste al ministero dell’Interno che al momento non hanno avuto riscontro». E un altro affondo riguarda i rimpatri: «A fronte di 21 mila provvedimenti di espulsione ci sono stati 4.700 rimpatri. Il sistema non funziona. Bisogna chiedere al governo perché». E si capisce che anche da Genova si può fare politica nazionale.