Corriere della Sera, 12 giugno 2026
Trump annuncia l’accordo: «Firma a giorni in Europa»
«Lo Stretto riaprirà ufficialmente appena firmiamo, potrebbe essere presto, prestissimo, forse nel weekend, in Europa. Io non potrò esserci, ma ci sarà JD» (il vicepresidente Vance, ndr). È l’annuncio di Donald Trump ieri sera dallo Studio Ovale. «Il testo è in una forma piuttosto finale», ha aggiunto il presidente, spiegando di averne parlato al telefono con il premier israeliano Netanyahu e molti leader della regione (Qatar, Emirati, Arabia Saudita, Bahrein, Kuwait, Egitto) e di avere intenzione di chiamare il leader turco Erdogan. Ha elogiato in particolare la leadership pachistana. Secondo il New York Times, nel pomeriggio Trump aveva ricevuto una telefonata dai mediatori pachistani, che gli avrebbero detto: «Abbiamo un accordo». «È una cosa meravigliosa, sono tutti felici, tutto il Medio Oriente è felice», ha affermato il presidente. Un accordo nel fine settimana coinciderebbe con il suo ottantesimo compleanno.
Poco prima Trump aveva annullato i bombardamenti da lui annunciati ieri mattina: sarebbe stato il terzo giorno di attacchi contro l’Iran, in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache ma anche intesi come strumento di pressione per spingere Teheran all’accordo. Dato che ha più volte annunciato un’intesa imminente ma poi non si è materializzata, i giornalisti hanno chiesto a Trump cosa lo renda tanto sicuro stavolta: lui ha replicato che l’Iran ha patito colpi durissimi negli ultimi giorni e vuole un accordo «più di me».
Adesso si attende di capire quali siano i contenuti precisi dell’intesa. Trump ha dichiarato che la leadership iraniana ha «approvato» una bozza che estenderebbe il cessate il fuoco, riaprirebbe lo Stretto di Hormuz e darebbe il via a 60 giorni di negoziati sul programma nucleare della Repubblica islamica. Ha sottolineato che l’Iran ha accettato di non avere mai un’arma nucleare, di «non svilupparla né comprarla». Ha aggiunto che il blocco navale americano sullo Stretto resterà in vigore «finché questa transazione non viene finalizzata». L’agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della rivoluzione, dopo avere inizialmente negato un accordo imminente, ha aggiornato l’articolo sostenendo che Trump cerca di presentare l’intesa come se Teheran avesse ceduto sotto pressione, ma invece sarebbe stato il presidente americano – secondo l’interpretazione iraniana – ad avere ceduto tornando a una bozza precedente dopo che la Casa Bianca aveva cercato di fare delle aggiunte. Secondo Fars, «dato che gli Stati Uniti hanno accettato il testo proposto dall’Iran, la probabilità che l’accordo venga approvato dalle più alte autorità di Teheran è relativamente alta». Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha confermato più tardi che «gran parte del testo dei negoziati è stato finalizzato», aggiungendo che Teheran tiene ferme le sue «linee rosse».
Mancherebbe ancora l’approvazione della Guida suprema Mojtaba Khamenei, secondo il sito Axios, ma alle domande dei giornalisti in proposito Trump ha replicato di credere che la Guida suprema abbia approvato: «Mi risulta che la risposta è sì». Axios afferma che a Teheran, grazie alla mediazione del Qatar, si sarebbe ridotta la distanza tra le parti su tre punti chiave: le modalità per scongelare i fondi iraniani bloccati all’estero, per riaprire Hormuz durante i 60 giorni di estensione della tregua, e per condurre i negoziati in quei 60 giorni.
Netanyahu ha espresso «apprezzamento per l’impegno del presidente Trump affinché l’accordo finale al termine dei negoziati includa la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento dell’infrastruttura di arricchimento, la limitazione della produzione di missili, la cessazione del sostegno dell’Iran ai suoi proxy terroristici nella regione»: temi che dovrebbero essere affrontati nei giorni successivi di negoziati. L’annuncio di Trump ha fatto chiudere Wall Street in forte rialzo, mentre il prezzo del petrolio è sceso quasi del 3%, sotto i 90 dollari al barile.