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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Voi ci siete, noi ci siamo

Alle liti temerarie di B., Previti, Dell’Utri, Renzi e famiglie eravamo abituati. Ma non ci era mai capitato che un personaggio ricco e potente come Cipriani jr., con agganci in mezzo mondo, ci chiedesse 250 milioni di dollari perché “il Fatto deve chiudere”. E non era mai capitato ad alcun giornale italiano. Oltre ai messaggi di solidarietà dei lettori, inversamente proporzionali a quelli dei “colleghi”, il miglior balsamo in queste ore complicate è l’ultimo report Audipress sulla diffusione dei quotidiani: ad aprile, mentre tutti gli altri crollano e il Giornale e il Tuttosport crescono dello 0,4%, il Fatto fa un balzo in avanti del 19% rispetto a un anno fa. Da aprile 2025 ad aprile 2026 le nostre copie vendute sono salite da 52.651 a 62.631: 10mila in più. Un balzo dovuto agli abbonamenti digitali (le edicole purtroppo seguitano a chiudere), che non compensa finanziariamente il trend negativo della carta, ma editorialmente è un vero miracolo. Quando il Fatto nacque, nel 2009, era in fondo alla top ten: ora è il terzo quotidiano generalista dietro Corriere e Repubblica, il quinto in assoluto contando Sole 24 Ore e Gazzetta dello Sport. Un traguardo esaltante, che ci avvicina alla soglia di sicurezza di quota 100mila.
Possiamo dirlo forte perché il merito è solo in minima parte di noi giornalisti del Fatto: eravamo gli stessi l’anno scorso, coi nostri pregi e difetti, eppure voi lettori eravate un quinto in meno. Il merito è dei 52mila che sono rimasti e dei 10mila che si sono aggiunti. È grazie a voi se siamo riusciti a rifiutare il finanziamento pubblico (a noi spettavano per legge 732mila euro), che gli altri continuano a incassare, almeno finché non sarà abolito. Ed è grazie a voi se affrontiamo più serenamente la guerra esistenziale che ci ha dichiarato il duo Cipriani&Minetti, con gran stuolo di boccaloni volontari. Alcuni lettori ci invitano a “stare attenti”, a “non metterci contro anche il Quirinale e i Pg di Milano”: non possiamo accontentarli, essendo nati per dire le cose vere che gli altri non dicono, non per “stare attenti”. Altri propongono sottoscrizioni per le spese legali: chi vuole aiutarci faccia o regali un abbonamento; alle sottoscrizioni penseremmo se qualcosa andasse storto. Ma confidiamo di dimostrare ai giudici di aver pubblicato solo notizie e testimonianze autentiche e verificate, correggendo eventuali inesattezze appena le scoprivamo e senza che nessuno ce lo chiedesse. Così le spese ce le pagherà chi ci ha denunciati (e magari sarà denunciato per lite temeraria). Abbiamo sempre offerto il diritto di replica a tutti: Cipriani e Minetti hanno preferito trascinarci in tribunale per farci chiudere. Proposito largamente condiviso da politici, potenti e “giornalisti” al seguito. Faremo di tutto per deluderli un’altra volta.