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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Supercaccia europeo, Leonardo non apre ai tedeschi

Mtu é una delle otto aziende che farà parte della neo alleanza tedesca per la costruzione di un caccia militare di sesta generazione, un futuro consorzio ancora da definire ma capitanato dall’unità tedesca di Airbus e nato esplicitamente dalle ceneri del progetto franco-tedesco Fcas. Airbus ha confermato che sarà annunciato oggi e ne faranno parte Airbus Defense and Space, Autoflug, Diehl Defence, Hensoldt, Liebherr, Mbda, Mtu Aero Engines e Rohde & Schwarz. E a margine della fiera ILA di Berlino, Ottmar Pfänder, chief program officer di Mtu, uno dei principali produttori europei di motori aeronautici, ostenta ottimismo: a Repubblica spiega che la lettera inviata al governo Merz per annunciare la volontà di un pugno di aziende tedesche di rimpiazzare Fcas «non delinea ancora un consorzio: siamo aperti a collaborazioni con altre aziende europee». Per l’azienda tedesca è chiaro che la fine di Fcas «non è dovuta ai governi ma alle aziende coinvolte» e che nulla osta a una collaborazione futura con i francesi – intanto si trattava di «segnalare che sosteniamo le necessità del governo tedesco». Anche Merz ha detto che il flop di Fcas «apre nuove opportunità per l’industria di compiere progressi nello sviluppo di moderni aerei da combattimento attraverso altri mezzi».
Pfänder è abbottonato sulla possibilità di un ingresso di Gcap, il consorzio italo-britannico-giapponese nella neo alleanza tedesca: secondo una fonte vicina al dossier non rientra nei piani. Anche perché l’intenzione di Merz sarebbe comunque quella di assicurare che il cuore dell’eventuale consorzio sia tedesco. Non tanto per il bruciante naufragio del progetto franco-tedesco, ma perché Berlino ha 100 miliardi di euro da investire e, a fronte della crisi nera del settore manifatturiero, preferirebbe concentrare quelle risorse su aziende tedesche.
Ieri, intanto, l’altro importante consorzio per un futuro super jet da combattimento, il Gcap italo-britannico-giapponese, sembra aver chiuso una porta. Lorenzo Mariani, ad di Leonardo, ha detto che «avere la Germania come partner a pieno titolo sarebbe positivo, ma se vogliamo davvero vedere un velivolo in volo nel 2035, l’ingresso di un altro Paese adesso rischierebbe di essere dirompente». Come dire che aprire il consorzio a Berlino significherebbe scombussolare i piani per il super caccia europeo in una fase già molto avanzata. Però Mariani ha ammesso che costruire diversi europei programmi per i jet di sesta generazione non é ideale: «Sarebbe meglio trovare una formula che non ci porti a competere tra noi». Ma per ora la strada sembra proprio quella.