Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Si è dimesso il ministro della difesa inglese John Healey

Il governo di Kier Starmer perde un altro pezzo. Si è dimesso il ministro della Difesa britannico John Healey per «disaccordi sulla spesa militare», ha detto lo stesso ormai ex ministro in una lettera pubblicata su X.  
«Lei non è stato in grado – rivolgendosi a Starmer -, e il Tesoro non ha voluto, impegnare le risorse di cui la nazione ha bisogno per difendere il Paese in questo momento di crescenti minacce», scrive Healey.
I ministeri della Difesa e delle Finanze della Gran Bretagna sono bloccati da mesi in trattative su come soddisfare le crescenti richieste di espansione della spesa militare, uno stallo che ha provocato il rinvio del Piano di Investimento per la Difesa britannico, atteso già dallo scorso anno. Il ritardo ha fatto infuriare l’industria del settore, che sostiene di non poter programmare investimenti a lungo termine per la sicurezza del Paese in un momento di forte volatilità geopolitica e mentre gli Stati Uniti sembrano progressivamente allentare il proprio impegno nella difesa dell’Europa. Secondo Healey, l’obiettivo fissato dal governo di portare la spesa militare al 3% del Pil entro il 2034 è troppo lento rispetto alle esigenze imposte dalla guerra in Ucraina, dalle tensioni con la Russia e dall’instabilità in Medio Oriente. L’ex ministro sostiene che il piano attualmente sul tavolo porterebbe la spesa alla difesa ad appena il 2,68% del Pil nel 2030.
Le dimissioni assumono un peso politico particolare perché Healey era considerato uno dei ministri più autorevoli del governo laburista ed era stato tra i principali promotori del sostegno militare a Kiev e delle iniziative europee per la sicurezza del continente.
Si tratta della seconda dimissione di rilievo nel governo Starmer in meno di un mese dopo che a metà maggio, in seguito ai disastrosi risultati dei laburisti  alle elezioni amministrative, il ministro della Sanità Wes Streeting aveva lasciato l’esecutivo per lanciare il guanto di sfida al premier britannico per la guida del partito. 
Le dimissioni hanno immediatamente innescato le reazioni dell’opposizione. La leader conservatrice Kemi Badenoch ha definito «onorevole» la scelta di Healey e ha sostenuto che il governo Starmer «sta andando a rotoli», affermando di non capire «come il primo ministro possa restare in carica» dopo l’uscita di due ministri di primo piano nel giro di poche settimane.  Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha ammesso di essere stato colto di sorpresa dalla notizia. Pur evitando commenti diretti sulla crisi politica britannica, Rutte ha ricordato che tutti i Paesi dell’Alleanza stanno aumentando gli investimenti nella difesa e che la sicurezza nazionale resta «il compito fondamentale di ogni governo». Un richiamo che arriva a poche settimane dal vertice Nato dell’Aia, dove gli alleati saranno chiamati ad assumere nuovi impegni di spesa militare.