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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Chi sono davvero i fratelli Tate, idoli del movimento Maga

Tra i pochi ospiti occidentali del Forum economico di San Pietroburgo, la manifestazione auto-celebrativa organizzata la scorsa settimana dal regime russo, c’erano i fratelli anglo-americani Andrew e Tristan Tate. Ex kickboxer con doppia cittadinanza statunitense e britannica, sono noti come influencer della manosfera, la rete di siti e canali social misogini che predica la superiorità «naturale» degli uomini e la subordinazione delle donne. Andrew Tate, che si autodefinisce misogino, ha guadagnato milioni di dollari e conquistato milioni di fan online promuovendo uno stile di vita che lui spaccia per «iper-mascolino». Ma che in realtà è solo violento.

I due fratelli Tate sono indagati dal 2022 in Romania a vario titolo per i reati di traffico di esseri umani, traffico di minori, rapporti sessuali con un minore e riciclaggio di denaro, incitamento all’odio e alla discriminazione contro le donne. Andrew Tate è anche accusato di 10 reati in Gran Bretagna, tra cui stupro, lesioni personali, traffico di esseri umani e sfruttamento della prostituzione a scopo di lucro. I due fratelli hanno sempre negato ogni accusa, si presentano come vittime della repressione «mainstream» e paladini della libertà di parola, e sono diventati degli idoli del movimento Maga, tanto che sono stati intervistati e difesi da giornalisti e influencer della destra americana, come Tucker Carlson e Candace Owens, mentre il podcaster Joe Rogan ha dedicato ai Tate numerosi episodi del suo programma. Tra coloro che gli hanno dimostrato pubblicamente solidarietà e sostegno ci sono Donald Trump Jr. e Charlie Kirk (l’attivista Maga assassinato a settembre).
Dopo l’apertura dell’indagine sul loro conto in Romania, i Tate sono stati arrestati, poi messi agli arresti domiciliari, infine sottoposti solo all’obbligo di firma. Le autorità romene avevano vietato ai due fratelli di lasciare il Paese, ma dopo la rielezione di Donald Trump le misure sono state progressivamente alleggerite e, ad aprile, un tribunale romeno ha revocato tutte le misure di controllo giudiziario preventivo nei loro confronti. I Tate hanno rivendicato che sia successo grazie alle pressioni dell’amministrazione Trump. Non sono affermazioni così peregrine come potrebbero sembrare. 
Andrew Tate si è vantato più volte della sua amicizia con la famiglia Trump e in particolare con i figli del presidente Barron Trump e Donald Trump Jr. Un suo ex legale intanto è diventato il funzionario dell’amministrazione Trump responsabile dei rapporti con il Dipartimento della Giustizia.
Dei fratelli Tate, e in particolare di Andrew, si è sempre parlato come di influencer della manosfera, che a un certo punto sono stati accusati (giustamente o ingiustamente, a seconda dei punti di vista) di aver trafficato e sfruttato donne costringendole a lavorare nell’industria del porno online. Adesso una monumentale inchiesta del New Yorker, firmata da Heidi Blake (la giornalista investigativa britannica, autrice anche di inchieste importanti su presunti abusi sulle principesse di Dubai) svela sulla base di testimonianze di decine di donne e atti di indagini, che è il contrario: i Tate, e Andrew in particolare, avrebbero prima iniziato a sfruttare donne manipolandole e costringendole con la violenza a prostituirsi nell’industria del porno online, e poi sono diventati influencer online quando hanno iniziato a teorizzare quello sfruttamento. Loro stessi si definiscono pimp, dei «magnaccia» del porno online. «Il lavoro in webcam, a differenza della prostituzione, è generalmente legale. Tuttavia, quasi ovunque nel mondo è illegale reclutare operatrici del sesso ricorrendo alla forza, alla frode o alla coercizione, compresa la manipolazione psicologica» ricorda Blake nella sua inchiesta.
Blake ha dimostrato che Andrew Tate e suo fratello Tristan seguivano uno schema d’azione deliberato e sistematico per ottenere la sottomissione psicologica, fisica ed economica delle vittime. L’avvertimento per chi legge è che molti degli episodi che ricostruisce sono di una brutalità sconvolgente.
Il metodo «Loverboy»
Tate, secondo la sua ricostruzione, contattava donne online e attirava quelle più giovani e vulnerabili fingendo di esserne innamorato, con promesse di matrimonio o un futuro insieme, per poi indurle a trasferirsi e a lavorare per lui. Secondo Blake, Andrew Tate ha mutuato questo metodo dal famoso magnaccia di Chicago Ken Ivy, che lo ha teorizzato in due libri, Pimpology e The Art of Human Chess («L’arte degli scacchi umani»). «La seduzione è una partita a scacchi e al vincitore va il bottino», scrive Ivy nel suo trattato sul reclutamento delle prostitute. «Per dominare completamente qualcuno, questa persona deve dipendere da te per tutto». E ancora: «La maggior parte delle puttane ha una bassa autostima per un motivo. Un pappone cerca quella debolezza e, se non è in superficie, la tira fuori».
«Devi scopartele, e loro devono amarti. È fondamentale per il business» e «Devi essere spietato nel tuo fottuto mestiere di magnaccia», ha teorizzato Andrew in un video diffuso su War Room, la sua piattaforma online a pagamento (costava circa ottomila euro all’anno) che prometteva di «liberare l’uomo moderno dalla prigionia indotta dalla società», insegnava a reclutare donne per la «schiavitù sessuale» e reclamizzava un «Pimping Hoes Degree» («Laurea in sfruttamento delle puttane»).
Lavoro forzato sul web
Una volta isolate, secondo il New Yorker, le donne venivano costrette a produrre contenuti pornografici e a esibirsi in spettacoli via webcam. Dal 2015 in poi, dopo le prime denunce ricevute nel Regno Unito (ma poi finite nel nulla), i Tate si sono trasferiti in Romania, dove hanno costruito un insediamento, chiamato «American Village», fuori da Bucarest, difeso da guardie armate, dove venivano tenute le ragazze. Secondo l’inchiesta, le donne non potevano uscire e non potevano parlare con nessuno senza il consenso dei Tate, che continuavano a fare sesso con loro, anche di gruppo e con modalità tipiche da setta. 
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Le ragazze, prima di essere spinte al porno online, venivano fatte bere fino a ubriacarsi. Una di loro ha raccontato di aver bevuto diverse bottiglie di vino «per disinibirsi» durante ogni singola sessione. 
I guadagni, scrive Blake, venivano quasi interamente trattenuti dai fratelli Tate, la maggior parte delle donne riceveva solo una mancia. Alle donne sarebbe stata sottratta ogni autonomia finanziaria e logistica e sarebbero state costantemente monitorate, private dei passaporti o poste sotto sorveglianza. Tate e i suoi collaboratori inoltre le avrebbero minacciate di rovinarle finanziariamente e di farle uccidere dalla mafia romena se avessero tentato di ribellarsi o di fuggire. A essere pagate lautamente, secondo l’inchiesta, erano solo le donne incaricate di gestire e controllare le ragazze dei Tate.
Violenza sessuale e lesioni fisiche
L’inchiesta del New Yorker documenta molti episodi di rapporti non consensuali e violenza fisica estrema da parte di Andrew Tate. Un suo tipico modus operandi, secondo diverse testimonianze raccolte da Blake, era assalire le donne quando meno se lo aspettavano, strozzarle con un braccio (Tate è un ex campione del mondo di kickboxing) fino a che perdevano quasi conoscenza, per poi violentarle, costringendole a rapporti vaginali o anali. Spesso (ma non sempre) le violenze avvenivano dopo che le donne avevano fatto sesso consensuale con lui. Alcune di loro sono rimaste o tornate a lavorare con lui anche quando potevano andarsene, perché sentivano di non avere alternative o venivano da contesti molto poveri o disagiati. 
Accuse simili sono state mosse contro suo fratello Tristan. I due fratelli hanno avuto dei figli con alcune di loro (ne avrebbero «decine») perché sostengono la necessità di massimizzare la loro progenie.
Un gruppo criminale organizzato
L’inchiesta descrive la struttura societaria e le reti privati di Tate (come la piattaforma «The War Room») come vere e proprie organizzazioni strutturate per reclutare complici, gestire le vittime e massimizzare i profitti illeciti. 
L’enorme flusso di denaro generato dalle piattaforme di webcam e dai corsi online sarebbe poi stato ripulito attraverso investimenti in cripto-valute. 
Oltre a proprietà tra la Romania e il Regno Unito i due fratelli hanno ammassato soldi in contanti, armi, orologi e una collezione di supercar: tutto è stato trovato quando la polizia romena ha perquisito il loro compound.
Chi sono le loro vittime
Molte delle donne che «lavoravano» per i Tate venivano da contesti difficili, erano molto povere o avevano subito abusi in precedenza. 
La prima a essere stata reclutata è stata una ragazza slovacca che all’epoca dei fatti era minorenne, Bibiana Hruskova. Andrew Tate l’ha incontrata nel 2012, quando lui aveva 26 anni e lei 15. Secondo la ricostruzione del New Yorker ha iniziato a lavorare per lui nel 2014, nel Regno Unito, quando aveva 17 anni. «Negli Stati Uniti e nel Regno Unito è illegale riprendere immagini a sfondo sessuale di persone di età inferiore ai diciotto anni. Davanti alla telecamera, Hruskova si è trasformata in una ventenne russa, esibendosi con lo pseudonimo di KissofaCobra. Tate l’ha convinta a farsi tatuare un cobra su un fianco e la scritta “Tate Property” sopra l’inguine» racconta Blake. «In cambio di una somma di denaro, Tate faceva sesso con lei davanti alla telecamera. In un video, lui tiene il volto nascosto mentre penetra Hruskova da dietro, ma il caratteristico tatuaggio a forma di cobra sul petto e sul braccio è chiaramente visibile. “È pronta ad avere rapporti anali davanti a centinaia di spettatori, che continueranno a lasciarle mance per spingerla oltre i suoi limiti”, notava un sito di recensioni». Secondo il New Yorker Hruskova, a sua volta, aiutava Tate a convincere le donne che lui aveva reclutato a lavorare per lui (una di loro l’ha descritta come completamente succube di Tate e incapace di pensare autonomamente).
Un video diffuso online nel 2016, quando Tate avrebbe dovuto partecipare al Grande Fatello nel Regno Unito, è particolarmente disturbante. Blake lo descrive così: «Tate è sdraiato su un letto e ordina a Hruskova di mostrare alla telecamera il suo tatuaggio. “Perché c’è scritto Tate?” le chiede. “Perché sono la sua puttana”, risponde lei. “Perché hai un livido sul culo?”. “Perché il mio papà mi picchia”. Tate prende una cintura e inizia a frustare Hruskova mentre lei giace in posizione fetale, singhiozzando. “Puttana, guarda la telecamera”, le dice, tirandole indietro la testa per i capelli. “Questo è quello che succede quando non mi ascolti, cazzo"». 
Tate, spiega Blake, ha detto che il video era stato fatto nel 2012, quando la ragazza aveva 15 anni. Hruskova, almeno pubblicamente, ha sempre difeso Tate, anche se di recente sembra aver preso le distanze, racconta Blake. La partecipazione di Tate al Grande Fratello fu annullata non per il video, ma perché la polizia dell’Hertfordshire avvertì la produzione che c’erano tre denunce contro di lui.
A sollevare il caso che nel 2022 ha portato al raid nel compound romeno dei Tate (e allo smantellamento delle sue attività online) è stata una giovane musicista di Miami, che Tristan Tate aveva fatto arrivare in Romania con la promessa di farle avere una carriera nella musica. E che si è rifiutata di fare porno online per lui, avvertendo la famiglia e un amico marine, che poi ha allertato le autorità americane. Negli anni successivi, secondo Blake, i Tate e i loro collaboratori hanno montato una campagna di diffamazione contro la ragazza (che oggi vive nascosta), cercando di screditarla.
Tra le donne che hanno denunciato i Tate, infine, c’è l’attivista di destra canadese Lauren Southern, diventata famosa per un video virale in cui spiegava «perché non sono una femminista». Southern si è fatta conoscere nel mondo Maga anche perché criticava le donne che denunciavano di essere state stuprate. Nel 2018 un conoscente l’ha messa in contatto con Andrew Tate, che le ha proposto di andare in Romania per discutere una proposta di affari: la creazione di un network conservatore di cui lei doveva essere uno dei volti di punta. Lì, ha raccontato a Blake, Tate l’ha violentata dopo che avevano cenato insieme, abusando di lei mentre la strozzava e mentre lei «perdeva e riprendeva conoscenza».
«Dopo – scrive Blake – lui si è seduto sul bordo del letto e ha detto: “Non dire alla stampa che ti ho violentata”. Lei ricorda di aver risposto: “Tutto il mio brand si basa proprio sul raccontare come delle stupide stronze si mettano in situazioni del genere. Non c’è nulla che io possa dire senza distruggere la mia carriera. Quindi, complimenti"».
Southern ci ha messo anni, ma poi ha cambiato idea. «Quando il processo civile britannico arriverà in aula, una delle testimoni sarà Lauren Southern, l’ex attivista di estrema destra che da allora ha preso le distanze da molte delle sue opinioni passate. Mi ha raccontato di aver deciso di partecipare dopo aver visto le altre vittime di Tate lottare per ottenere giustizia» scrive Blake. «L’idea di avere delle prove, di possedere cartelle cliniche che potevano essere aggiunte a questi casi, e di non fare nulla... mi stava davvero divorando dall’interno» le ha detto Southern. 
In attesa che le inchieste penali e civili facciano il loro corso, i Tate girano il mondo da uomini liberi. E continuano a essere i beniamini del movimento Maga. Oltre che ospiti del regime russo.