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 2026  giugno 11 Giovedì calendario

Aerei, troppi problemi ai nuovi motori. Scoppia la lite tra compagnie e produttori

Lo scontro tra le aviolinee e i produttori dei motori per gli aerei ha raggiunto un nuovo livello critico. Il capo che riunisce i vettori su scala mondiale parla di «speculazione» da parte di chi realizza i propulsori, mentre il ceo di un colosso stima che questo sarà forse il problema principale del settore almeno per i prossimi cinque anni.
Il caso dei propulsori
Le tensioni vanno avanti da qualche anno. A peggiorare la situazione è stata la decisione di Pratt&Whitney di richiamare per ispezioni straordinarie centinaia di aerei (Airbus A220, A320neo, A321neo, Embraer E2) dopo aver scoperto un difetto nella polvere metallica. Questo ha portato decine di aviolinee a ridurre i piani di crescita dopo aver messo a terra, anche per un anno, parte della flotta.
Durante i lavori del suo congresso annuale, che si è svolto a Rio de Janeiro (Brasile), la Iata calcola che il 15% della flotta globale in questo momento si trova a terra (sopra la media storica del 12%): tre jet su quattro, tra quelli che hanno fino a 7 anni di servizio (quindi sono “giovani”) sono fermi proprio per il problema ai motori Pratt&Whitney. In parallelo questo costringe i vettori a utilizzare al massimo gli aerei operativi: nel secondo semestre del 2025 hanno toccato livelli record. Mentre aumenta l’età media del parco macchine (15 anni).

Nei mesi scorsi l’associazione internazionale delle compagnie aeree ha minacciato una causa legale collettiva. Ma Joerg Eberhart, ceo di Ita Airways (tra i vettori più colpiti), fa però sapere a margine dei lavori del congresso annuale che in realtà «i legali ci dicono che c’è una maggiore probabilità di proseguire con una causa se fatta individualmente».
In apertura dei lavori dell’appuntamento della Iata, il suo direttore generale Willie Walsh ha accusato i produttori di motori di «speculare» sulle compagnie aeree mentre raccolgono profitti a due cifre. «Il mio messaggio è semplice: smettetela di sfruttarci e tornate a costruire ottimi motori che funzionino e durino», ha dichiarato Walsh nel suo discorso sullo stato del settore.
«Permettere che questi problemi si protraggano nel prossimo decennio è del tutto inaccettabile per i clienti», ha proseguito Walsh che andrà a guidare la low cost indiana IndiGo. Quindi ha invitato i produttori di motori a «darsi una mossa», sottolineando che «se la stanno cavando molto bene mentre infliggono significative perdite finanziarie al settore». 
Non soddisfatto il manager ha anche precisato che il termine «speculazione» da lui usato «non è abbastanza forte» e rappresentava una versione «attenuata» di ciò che aveva originariamente intenzione di dire.
“Questi signori devono iniziare a concentrarsi sui clienti e a consegnare motori che funzionino”, ha affermato Walsh. “Un tempo lo facevano. Dobbiamo tornare a quella che era una buona performance da parte dei produttori. Mi oppongo al fatto che realizzino prodotti scadenti e ci guadagnino”, ha attaccato, aggiungendo: “Se le compagnie aeree facessero la stessa cosa, fallirebbero”. Le società sotto accusa queste settimane hanno scelto la linea del silenzio.
Il problema della crescita
Scott Kirby, amministratore delegato di United Airlines, ha spiegato che “i problemi di fornitura dei motori rappresentano il principale ostacolo alla crescita del settore” e che non si aspetta miglioramenti per almeno cinque anni. Secondo il ceo, General Electric e Pratt&Whitney stanno collaborando per risolvere i problemi ai motori, mentre Rolls-Royce è nella sua “lista nera”.
Il messaggio di United Airlines
Kirby ha rivelato anche di aver parlato di recente con Airbus e Boeing, i due maggiori produttori di aerei su scala mondiale. “Ho detto loro di non costruire mai, mai, mai, mai più un aereo con una sola opzione di motore. Ci deve essere concorrenza tra i propulsori”.”Sì, ci vorrebbero più opzioni per uno stesso aereo”, concorda Eberhart, ceo di Ita. Che ammette: “Siamo in mezzo, siamo proprio schiacciati fra oligopolisti, monopolisti”.